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Leandra potevo essere io!

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Un 13 novembre macchiato di sangue anche per la città di Nola. Mentre in centro le luci della festa di San Felice illuminavano le strade e l’aria profumava di torrone, la povera Leandra Romano veniva assalita da uno psicopatico.

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Quante volte abbiamo sentito storie di gente uccisa da folli che vanno in giro con machete e ascia? E’ successo a Milano, in America e in altre parti del mondo, ma in questi casi era lontano da noi, ugualmente disprezzabile come gesto, ma difficilmente generava terrore in noi cittadini del’agro-nolano. Poi, in una serata qualunque, tutto cambia. Una giovane donna, una praticante commercialista, originaria di Brusciano, viene aggredita mentre si reca alla stazione della circumvesuviana di Nola per prendere il treno che l’avrebbe riportata a casa, al sicuro.

Ma qualcosa è andato storto. Sembra che la ragazza, impegnata a guardare lo schermo del suo cellulare abbia sbagliato strada, e si sia all’improvviso ritrovata nel posto sbagliato al momento sbagliato e, senza una reale motivazione, un folle armato di ascia abbia cominciato ad aggredirla, a pochi passi dal commissariato della Polizia Statale di Nola.

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Non è una semplice aggressione, è un accanimento contro una persona inerme, che non è in grado di proteggersi. Leandra Romano, questo il nome della ragazza, è stata pesantemente sfigurata, le è stato spaccato il cranio, ha dovuto subire una delicata operazione, e tutto ciò senza un motivo. Tantissimi i testimoni, alcuni hanno raccontato di aver sentito Leandra dire “non lo conosco” prima di perdere i sensi, altri hanno preso il numero di targa, altri hanno descritto l’avventore alle forze dell’ordine, nessuno, però, ha avuto il tempo o la forza di bloccare l’aggressione.



Le forze dell’ordine hanno immediatamente rintracciato l’uomo, si tratta di Pasquale Rubino, 21enne nolano, aiutante in una pizzeria, già noto alle forze dell’ordine per delle denunce di violenza domestica (pare abbia rotto il braccio ad un parente), e per un mancato TSO (trattamento sanitario obbligatorio) a cui il ragazzo è sfuggito. Dopo l’aggressione aveva continuato la propria vita come se nulla fosse, tanto da lasciare in auto l’ascia ancora sporca di sangue.

Intanto, a Nola e Brusciano i cittadini si sono uniti in strada per manifestare in nome di Leandra, sabato 21 e domenica 22. Tante le persone accorse, nonostante il forte vento e la pioggia incessante, per manifestare contro queste violenze, in silenzio, mentre portano avanti uno striscione con su scritto “Leandra potevo essere io”,  e per chiedere a Leandra di non mollare.

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La ragazza adesso è ricoverata al Policlinico di Napoli e resta in coma farmacologico, vegliata dalla madre e dalla sorella, che sperano che si svegli presto, per poterla riabbracciare, per rivedere ancora il suo sorriso, anche se non sarà più lo stesso, e per cercare di dare un senso a questo folle gesto, anche se un senso non l’avrà mai.


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