Il Vesuvio in fiamme da giorni. Il Dolo.

incendio vesuvio





Stamattina uscendo ho sentito un fortissimo odore di legna bruciata, l’incendio del Vesuvio è arrivato fino a casa mia che abito a più di 30 kilometri di distanza.
L’aria era piena di fumo, il vulcano in lontananza era completamente oscurato da una nuvola nera che copriva la pianura fino alla provincia di Caserta, quasi a metterci in guardia della sua prossimità in caso di eruzione.
Questo è lo scenario che si è presentato davanti a tutti quelli che abitano l’area Vesuviana. Nella mia vita non ho mai visto un incendio di proporzioni simili.
E’ una catastrofe ecologica.
Di incendi ne ho visti tanti, quasi tutti dolosi, e tutte le volte mi assale una rabbia pazzesca.
Ettari di vegetazione distrutti, animali, persone e abitazioni a rischio, il bene comune alla mercè degli interessi spiccioli di qualche criminale senza scrupoli, longa manu di speculatori, affaristi, politici ed amministratori che sanno solo distruggere, mai creare.
Questa volta le “merde” si sono superate: hanno utilizzato inneschi lenti, un vero e proprio percorso, una strategia che rende l’incendio non controllabile senza uno spiegamento di forze e di mezzi straordinari.
Così il fuoco divampa da molti giorni, e quando si pensa di averlo domato, si innesca un nuovo focolaio che aiutato dalle condizioni meteo si espande in modo drammatico.
Ma chi avrà mai interesse ad un disastro simile? Come potrà godersi questo spettacolo senza provare un minimo di vergogna?!?
Poi penso che mi trovo nel Sud Italia, un luogo arretrato, dove esiste da sempre il “duplice stato”, dove è normale sotterrare rifiuti tossici e radioattivi sotto i piedi della povera gente a pochi metri di profondità, facendola morire di cancro negando persino la relazione tra le due cose.
Siamo in posti dove gli amministratori li scelgono i clan, tra bambocci “double face”:

  1. spietati e pronti a tutto
  2. che non l’avresti mai detto

Pupazzi che da un lato, sono eletti per portare a compimento affari di terzi (oltre ai propri), e dall’altro sono addetti all’ “animazione del villaggio”, creando un diversivo di distrazione dai sopracitati affari, curano i contatti elettorali con inaugurazioni, funerali, presenza in chiesa (si dichiarano anche cristiani, nonostante ignorino i veri principi del cristianesimo), feste.
Dietro le quinte prendono parte in qualche modo al banchetto della torta degli affari, spesso raccapriccianti, e mai di pubblica utilità.
L’utilità è sempre dei terzi contraenti, spesso Associazioni temporanee di impresa intestate a prestanomi, con indirizzi fasulli se non caselle postali (quando non dichiarano palesemente un indirizzo di Casale di Principe o della provincia di Caserta), professionisti con parcelle stratosferiche, legali, amici ed amici degli amici. Il tutto senza erogare uno straccio di servizio vero, che vada oltre l’ordinaria amministrazione. E’ li che finisce la tua Tarsu e le altre tasse.
Gente che non muove un dito per il pubblico interesse, se non c’è un tornaconto personale, economico o elettorale, lasciando alle loro spalle solo macerie.
Si sentono furbi, hanno imparato a stare tra le maglie della legge, sono diventati “colletti bianchi”, sembrano “bravi ragazzi”, ma sono il vero cancro da estirpare se vogliamo diventare un vero paese civile e stare al passo con il resto dell’Italia, che non biasimo quando ci descrive per quello che siamo.

feliceiovino (v2day 2008)



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