Biden, la Camera vota una formale inchiesta di impeachment

Biden, la Camera vota una formale inchiesta di impeachment

Biden, la Camera vota una formale inchiesta di impeachment


La Camera americana ha formalizzato un’inchiesta di impeachment contro il Presidente Joe Biden: con un voto che ha rispecchiato fedelmente gli schieramenti di partito, la compatta maggioranza repubblicana ha superato le obiezioni dell’altrettanto compatta minoranza democratica. Il voto, avvenuto nella serata americana, è stato di 221 a favore e 212 contrari.

Un’inchiesta che viene da lontano

I leader conservatori non hanno mosso alcuna accusa a Biden, ma hanno sostenuto che ufficializzare le indagini conferirà loro maggiori poteri per interrogare testimoni e ottenere documenti per fare luce sul Presidente e la sua famiglia. I democratici hanno denunciato l’azione come una manovra esclusivamente politica e senza alcun fondamento, un abuso di potere in assenza di alcuna prova o indicazione seria che il Presidente abbia commesso i cosiddetti “high crimes and misdemeanors”, vale a dire violazioni significative da giustificare un possibile impeachment. I repubblicani alla Camera, che ha giurisdizione sulle procedure di impeachment, stanno in realtà già conducendo da tempo un’inchiesta contro Biden, decisa unilateralmente e finora senza un voto davanti a perplessità tra alcuni degli stessi esponenti del partito.

Biden: “E’ una sceneggiata”

Biden ha attaccato in prima persona la procedura subito dopo il voto. “Invece di fare qualcosa per migliorare le vite degli americani, i repubblicani sono concentrati nell’assalirmi con menzogne”, ha detto. “Invece di svolgere il loro urgente lavoro, decidono di sprecare tempo in questa sceneggiata politica del tutto infondata”.

L’affondo dei repubblicani

Tom Cole, deputato dell’Oklahoma e alla guida dalla Commissione procedurale, ha tutttavia definito la missione repubblicana come un necessario “esame per verificare se esistono sufficienti ragioni per esercitare il potere costituzionale dell’impeachment nei confronti del Presidente degli Stati Uniti”. Altri deputati del partito hanno invocato la necessità di trasparenza da parte del Presidente. Di sicuro il favorito alla nomination repubblicana alla Casa Bianca, Donald Trump, ha premuto per mettere sotto accusa Biden, ancora irato per i seri impeachment ai propri danni. L’inchiesta su BIden è adesso capitanata dal deputato dell’Ohio di ultradestra Jim Jordan, capo della Commissione giustizia, e da quello del Kentucky James Comer, al comando della Commissione di sorveglianza. Nei fatti i repubblicani hanno messo nel mirino quelli che definiscono come gli affari della famiglia Biden. Lo spettro che sollevano contro il Presidente è anzitutto quello di corruzione.

40.000 pagine di documenti finanziari esaminate

Al centro sono i business del figlio di Biden, Hunter, che ha avuto contratti e deal redditizi, per milioni di dollari, con società straniere dall’Ucraina alla Cina. Nessuna indicazione è però fino ad oggi emersa che Joe Biden abbia facilitato oppure beneficiato dei contratti del figlio. Uno delle poche scoperte concrete è che aveva in realtà prestato soldi al figlio e al fratello James quando erano in difficoltà, circa 240.000 dollari in seguito restituiti poi senza interessi. Al setaccio vengono passati anche episodi nel quali il Presidente potrebbe aver incontrato o incrociato clienti o partner di Hunter.I repubblicani affermano inoltre che passate affermazioni incorrette di Biden, in particolare quando sosteneva che Hunter non aveva guadagnato da attività con la Cina, potrebbero configurarsi come dichiarazioni false e reati da impeachment. Ma dall’analisi di quasi 40.000 pagine di resoconti bancari e rapporti dl Tesoro su movimenti finanziari della famiglia Biden che i repubblicani hanno già ottenuto e da decine ore di interrogatori di collaboratori e partner di Hunter Biden non appare essere finora venuto alla luce molto di più di questo.



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