Intelligenza artificiale, chi investe nella francese Mistral AI

Intelligenza artificiale, chi investe nella francese Mistral AI

Intelligenza artificiale, chi investe nella francese Mistral AI


Le grandi aziende Proseguono a investire nelle startup di intelligenza artificiale. Secondo quanto riporta Bloomberg, l’azienda di venture capital Andreessen Horowitz starebbe infatti guidando un round di investimenti nella francese Mistral AI, che coinvolgerebbe colossi del calibro di Nvidia e Salesforce. E si aggirerebbe intorno ai 2 miliardi di dollari la valutazione della società parigina, fondata nella scorsa primavera dall’ex DeepMind Arthur Mensch e dagli ex Meta Timothée Lacroix e Guillaume Lample per competere nella realizzazione di strumenti di intelligenza artificiale generativa con realtà consolidate come OpenAI, che può contare sul sostegno di Microsoft, e Anthropic, su cui hanno investito Amazon, Google e la stessa Salesforce.

Mistral AI, come ha affermato il suo amministratore delegato Mensch, si è posto come sfida quella direndere l’intelligenza artificiale utile”, promettendo di perseguire i suoi scopi in maniera più efficiente e con costi minori rispetto ai propri concorrenti. In questo senso, l’azienda è concentrata sin dalla sua nascita su soluzioni open source, con l’obiettivo di mettere a disposizione soprattutto delle imprese i primi modelli per l’AI generativa basata su testo nel 2024.

Con i 105 milioni raccolti dai primi finanziatori a livello globale, tra i quali figurava anche la holding di casa Agnelli Exor, l’ad e i suoi compagni di scuola e soci Lacroix e Lample, rispettivamente direttore tecnico e scientifico della startup, hanno lavorato per costituire “un team di livello mondiale” proprio per iniziare a creare “i migliori modelli open source“.

Proprio in quest’ultima formula sta il solco che Mistral AI intende creare rispetto alle aziende che già oggi dominano il comparto dell’intelligenza artificiale. “L’open source – ha spiegato Mensch – è una parte fondamentale del nostro dna”. In questo senso, gli utenti potranno contribuire con i propri set di dati: un approccio che di fatto rappresenta l’opposto rispetto a quello regolarmente proprietario che caratterizza, secondo l’ad, gli attuali protagonisti del settore.



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di Alessandro Patella www.wired.it 2023-12-06 11:49:23 ,

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