Ira della Cina contro Usa e Giappone, ‘Taiwan è nostra’ – Asia

Ira della Cina contro Usa e Giappone, ‘Taiwan è nostra’ – Asia

Ira della Cina contro Usa e Giappone, ‘Taiwan è nostra’ – Asia


Pechino passa al contrattacco e protesta con Usa e Giappone per le rapide congratulazioni inviate sabato a William Lai, vincitore a Taiwan delle elezioni presidenziali. L’isola considerata ribelle “fa ancora parte della ‘Unica Cina’” a dispetto del voto che ha premiato il candidato del Partito democratico progressista (Dpp), su posizioni autonomiste. Il ministro degli Esteri Wang Yi, parlando dal Cairo dove è in visita, ha chiarito che il voto non può cambiare i fatti fondamentali: Taiwan “non è mai stata un Paese. Non lo è stato in passato e certamente non lo sarà in futuro”, secondo una nota diffusa dalla diplomazia di Pechino. L’indipendenza, in altri termini, “è un vicolo cieco. La Cina alla fine completerà la riunificazione e Taiwan tornerà nell’abbraccio della madrepatria. Riteniamo che la comunità internazionale continuerà a sostenere la giusta causa del popolo cinese che si oppone alle attività separatiste e lotta per la riunificazione nazionale basata sul principio dell’Unica Cina”, ha concluso Wang, citando ancora il principio per il quale c’è soltanto una Cina al mondo di cui Taiwan è parte “inalienabile”.

 

Il day after elettorale ha visto il Dragone impegnato a minimizzare il fattore Lai e a protestare per le congratulazioni inviate con estrema velocità da diversi Paesi al presidente eletto, mettendo nel mirino soprattutto i capi delle diplomazie di Usa e Giappone, per ricordare i legami indissolubili tra Taipei e la Repubblica popolare. Molti analisti hanno visto la reazione priva di azioni muscolari militari come una prova del fatto che, malgrado la vittoria senza precedenti del terzo mandato, il Partito democratico progressista (Dpp) ha perso la maggioranza assoluta in parlamento e Pechino potrebbe sentirsi rassicurata. Durante l’ultimo governo di minoranza del Dpp, 20 anni fa, i nazionalisti del Kmt bloccarono i vari budget per l’acquisto di armi. Tuttavia, questa volta è improbabile che possa ripetersi, perché da allora la potenza militare della Cina è aumentata in modo drastico e l’opinione pubblica taiwanese percepisce una minaccia più grave.

Resta il fatto che la strategia del presidente Xi Jinping per l’isola è andata in frantumi. Le elezioni hanno avuto condizioni favorevoli per una svolta, ma la pressione militare ed economica della Cina non è riuscita a influenzare il risultato a proprio favore. Il momento in cui le aspettative sono crollate risale a un giovedì sera di novembre 2023, quando in una sala conferenze Grand Hyatt a Taipei, gli esponenti dei due partiti di opposizione favorevoli alla ripresa dei colloqui con la Cina (Kmt e Partito popolare) si sono incontrati per discutere di progetti comuni e di alleanze: quei tentativi fallirono, implodendo in una raffica televisiva di insulti pubblici tra i rispettivi leader finita negli annali come un momento di caos senza precedenti nella politica taiwanese. Invece, adesso “non è solo la vittoria di Lai a preoccupare Pechino. Il fatto che il Dpp abbia vinto tre elezioni presidenziali consecutive senza precedenti, suggerisce che Taiwan è più lontana che mai dal pensare di appartenere alla Cina”, ha notato su X Derek Grossman, analista di Rand Corporation.

Quanto alle opzioni possibili, Wen ti-sung dell’Atlantic Council, ha dato una sua suggestiva lettura: Pechino può “promuovere un’azione militare o agitare il bastone economico continuando a fallire, oppure cambiare e trovare una via d’uscita pacifica con Taiwan”. Intanto, a Taipei è giunta in serata una delegazione di ex funzionari statunitensi per incontri post-elettorali “a titolo privato”: l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley, l’ex vicesegretario di Stato James Steinberg e Laura Rosenberger, presidente dell’American Institute in Taiwan (Ait), l’ambasciata Usa de facto a Taipei. Da domani incontreranno “una serie di personalità politiche di primo piano” per trasmettere le congratulazioni del popolo Usa a Taiwan per il successo del voto. Nel frattempo, Lai ha ringraziato il segretario di Stato Antony Blinken per il messaggio di congratulazioni: “Il partenariato Taiwan-Usa è guidato dai nostri valori e interessi condivisi – ha scritto su X -. Collaborando con gli amici degli Stati Uniti, Taiwan si impegna a promuovere la democrazia, la pace e la prosperità nell’Indo-Pacifico”.

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2024-01-14 18:58:00 ,

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