L’affluenza crolla al minimo storico (63,9%). In Calabria ha votato solo il 50,8%



Nella storia dell’Italia repubblicana non c’era mai stata una così bassa percentuale di votanti alle politiche: secondo il ministero dell’Interno hanno votato per il rinnovo della Camera il 63,9% degli italiani, un dato in calo del 9% rispetto al precedente del 2018 (72,9%).

La regione dove si è votato meno è stata la Calabria, con il 50,78%, seguita da Sardegna (53,15%) e Campania (53,3%). Le regioni più partecipative sono invece state Emilia Romagna, con il 71,97%, Veneto (70,15%) e Lombardia (70%).

«Siamo di fronte a un calo straordinario – ha commentato Roberto D’Alimonte, docente di Sistema politico italiano all’Università Luiss ed esperto di sistemi elettorali in diretta video sul sito del Sole 24 Ore -. Fino ad ora in termini di affluenza lo scarto peggiore tra una elezione e la precedente era stato del 5% tra il 2013 e il 2008. Questa volta è il doppio. È un fatto clamoroso che ci colloca tra i paesi europei dove si vota di meno».

AFFLUENZA ALLE ELEZIONI POLITICHE

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Sulle ragioni di questo forte aumento dell’astensionismo D’Alimonte è convinto che sia un mix di motivazioni: «Un ruolo può averlo la meteorologia, perché in molte zone del paese il maltempo ha reso difficile il voto, ma con un peso intorno ai 2 punti percentuali. Il sistema elettorale è stato un altro fattore, come abbiamo visto al sud, dove la percentuale è crollata e uno dei motivi è l’assenza del voto di preferenza. Il motivo più forte però è un altro: la debolezza dei partiti. I giovani non hanno l’abitudine a votare, non ci sono partiti che li accompagnano al voto».

Nel grafico sopra sono consultabili i dati dell’affluenza per il rinnovo della Camera per tutte le elezioni dal 1948 a oggi. Il massimo fu raggiunto a pari merito nel 1953 e nel 1958 con il 93,8% nel 1958. Dal 1976 (93,4%) è iniziato un calo fino al 2001, poi un rimbalzo nel 2006 (83,6%) e di nuovo un calo continuo, elezione dopo elezione, fino al minimo di oggi. Qui sotto la cartina con la percentuale di votanti per regione e la differenza rispetto al 2018.



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