Mancini: “Vialli è come se fosse qui con me. Sull’addio alla Nazionale niente da rimproverarmi, sogno di tornare alla Samp” – Calcio

Mancini: “Vialli è come se fosse qui con me. Sull’addio alla Nazionale niente da rimproverarmi, sogno di tornare alla Samp” – Calcio

Mancini: “Vialli è come se fosse qui con me. Sull’addio alla Nazionale niente da rimproverarmi, sogno di tornare alla Samp” – Calcio


È impegnato in Coppa d’Asia con l’Arabia Saudita, ma il ricordo pubblico del grande amico Gianluca Vialli, a un anno dalla scomparsa, è un impegno a cui Roberto Mancini non si è sottratto: “Abbiamo vissuto insieme anni bellissimi da giovani, abbiamo vinto e fatto una vita insieme. Io lo sento sempre insieme qua con me. È come se Gianluca – ha spiegato a Fabio Fazio su Nove l’ex ct dell’Italia – non se ne fosse mai andato, è come se fosse a Londra in questo momento. Perché ci sono stati mesi in cui non ci siamo sentiti, quando lavorava in Inghilterra. Ci sentivamo ogni tanto, ma credo che l’amicizia fraterna vada al di là di tutto, quindi non contava quante volte ci vedessimo in un anno o ci sentissimo, eravamo legati e così per me lui è ancora qua”.

Mancini: “Avrei allenato l’Italia altri dieci anni”

L’addio alla Nazionale italiana, burrascoso anche affrontato in pieno agosto, non è ancora alle spalle. “Non mi rimprovero nulla. Quando accadono queste cose così, qualcosa di sbagliato c’è sempre. Però questa è la nostra vita: a volte l’allenatore viene mandato via e nessuno ne parla, a volte si dimette. A me è dispiaciuto tantissimo, perché sarei stato in Nazionale altri dieci anni perché mi trovavo benissimo ed è stato un grande dispiacere”.

Mancini: “Sogno di tornare alla Samp”

Nel cuore di Mancini c’è sempre spazio per la sua Sampdoria: “Dal giorno che sono andato via, il mio sogno è quello di tornare a Genova: quindici anni sono stati tanti, una vita piena di vittorie e gioie. Mi piacerebbe molto tornarci”.

Mancini in Arabia Saudita

Infine il torneo che sta giocando con la sua nuova squadra: “Mi trovo bene, c’è da lavorare perché il lavoro è abbastanza duro. Ci sono persone perbene, educate. Che lingua uso? Un po’ di inglese, abbiamo con noi un ragazzo, un ex giocatore della nazionale, che fa un po’ da traduttore dall’inglese all’arabo. Di arabo ho imparato qualche parola”.



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