Migranti, l’Europa dice sì al nuovo Patto di asilo. Metsola: “Storia fatta”. Gli eurodeputati Pd: “Danno per l’Italia”

Migranti, l’Europa dice sì al nuovo Patto di asilo. Metsola: “Storia fatta”. Gli eurodeputati Pd: “Danno per l’Italia”

Migranti, l’Europa dice sì al nuovo Patto di asilo. Metsola: “Storia fatta”. Gli eurodeputati Pd: “Danno per l’Italia”


ROMA — L’Europa blinda i suoi confini, impone identificazione completa di impronte e rilievi biometrici persino ai piccoli migranti dai sei anni in su, aggredisce il diritto d’asilo prevedendo procedure accelerate di frontiera a tutti i migranti che arrivano dai cosiddetti Paesi sicuri (che rischiano dunque ora di trovarsi detenuti in centri simil modello Albania che sorgeranno alle frontiere) e vara un meccanismo di solidarietà obbligatoria ai Paesi di primo approdo che però esclude l’obbligatorietà ad accogliere i migranti sbarcati altrove.

Ci sono voluti dieci anni per l’approvazione del nuovo Patto asilo e migrazione, ma a quello che la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen definisce un momento storico, il Parlamento europeo è arrivato dilaniato. Un sì arrivato a maggioranza con il Pd e il M5S che votano contro e persino il centrodestra italiano che si divide: Fratelli d’Italia e Forza Italia a favore, la Lega contro.

«Meloni e soci si piegano, votano in ordine sparso e si spaccano. Addirittura partiti e ministri della maggioranza si contraddicono a vicenda, restituendo l’immagine di un’armata Brancaleone. La propaganda è finita, restano i fallimenti di Meloni», attacca il leader M5S Giuseppe Conte. E certo fa impressione vedere la Lega votare contro un pacchetto di misure di cui il suo ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si considera uno degli artefici principali, convinto come la premier di essere riuscito nell’impresa di portare l’Europa a condividere con i Paesi di primo approdo le responsabilità dei flussi migratori.

Un voto, quello del Parlamento europeo che ora attende solo la ratifica del Consiglio europeo, che è riuscito anche a spaccare vecchie alleanze, a cominciare da quella tra Giorgia Meloni e il fronte di Visegrad. La dichiarazione del premier ungherese Orban è feroce: «Il Migration pact è un altro chiodo sulla bara dell’Unione Europea. L’unità è morta, i confini sicuri non esistono più. L’Ungheria non cederà mai alla frenesia migratoria di massa».

Si spacca anche la maggioranza Ursula: vota no la delegazione francese, vota no il Pd eccezion fatta per il regolamento sul meccanismo di solidarietà che prevede che, valutato lo stato di crisi di uno stato membro soggetto a particolare pressione migratoria, tutti gli altri debbano obbligatoriamente intervenire, o accettando i ricollocamenti o compensando con il versamento di 2.000 a migrante. Per il resto — spiega il Pd — «il compromesso raggiunto non supera il sistema di Dublino, non alleggerisce i Paesi di primo ingresso ed è fortemente improntato ad un approccio securitario con gravi manchevolezze in tema di diritti umani»

Per l’Italia, infatti, cambia poco, e se possibile in peggio. L’onere dell’accoglienza e della gestione delle richieste d’asilo dei migranti resta infatti al Paese di primo approdo che anzi vede allungarsi il tempo della sua responsabilità a venti mesi e che dovrà garantire la registrazione nel sistema Eurodac con identificazione, impronte e rilevazioni biometriche di tutte le persone che arrivano, bimbi compresi, e la sorveglianza sui cosiddetti movimenti secondari. Poche aspirazioni di poter contare su significativi ricollocamenti altrove di chi sbarca e di un aiuto concreto sui rimpatri. Che, in teoria, dovrebbero essere facilitati dalle cosiddette procedure accelerate di frontiera, di fatto un esame sommario delle richieste di asilo di chi proviene da Paesi sicuri. Procedure finora applicate in casi molto limitati ma che il nuovo Patto intende estendere facendo saltare tutta una serie di garanzie.

«Il nuovo patto è una deriva, è il fallimento della solidarietà europea», il duro giudizio della Cei. Mentre l’alto commissario Unhcr Filippo Grandi si dice pronto a sostenere quello che ritiene «un grande passo avanti verso un sistema di asilo più efficace e condiviso». Protestano anche le Ong: «Il Patto non fermerà le morti in mare e rappresenta una vergognosa capitolazione alle narrazioni xenofobe e un tradimento dei valori professati dall’Europa».



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[email protected] (Redazione Repubblica.it) , 2024-04-10 21:19:41 ,www.repubblica.it

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