“Pulizia etnica e genocidio”: lettera di 800 funzionari americani ed europei contro l’operazione di Israele a Gaza

“Pulizia etnica e genocidio”: lettera di 800 funzionari americani ed europei contro l’operazione di Israele a Gaza

“Pulizia etnica e genocidio”: lettera di 800 funzionari americani ed europei contro l’operazione di Israele a Gaza



“Una delle più gravi catastrofi umanitarie del secolo”. Con queste parole un gruppo di circa 800 funzionari americani ed europei ha definito, in un documento nel quale le identità dei firmatari vengono comunque mantenute anonime per evitare possibili ripercussioni professionali, l’operazione militare di Israele a Gaza, sottolineando le “gravi violazioni del diritto internazionale” commesse dall’esercito di Tel Aviv, fino a casi di “pulizia etnica o genocidio“.

Media come Bbc e New York Times hanno potuto accertare l’autenticità del testo, con il quotidiano americano che spiega come a promuoverlo siano ‘civil servant‘ di notevole esperienza americani e di 11 Paesi d’Europa: Regno Unito, Germania, Francia, Belgio, Danimarca, Finlandia, Spagna, Svezia, Svizzera e anche Italia. Un funzionario americano con “oltre 25 anni” di curriculum nei ranghi “della sicurezza nazionale” ha spiegato alla Bbc, sempre sotto anonimato, che la decisione di renderlo pubblico arriva a causa del “continuo rifiuto” dei vertici degli Stati interessati di raccogliere i moniti lanciati da “voci che conoscono bene la regione e le sue dinamiche”, ignorate per convenienze “politiche o ideologiche”: “Mentre la realtà è che noi non stiamo solo mancando di prevenire qualcosa, stiamo diventando attivamente complici”.

L’anonimato permette ai firmatari di essere franchi nelle valutazioni, tanto che Israele viene accusato di “non avere limiti” nelle sue operazioni militari a Gaza. Operazioni che hanno già provocato “migliaia di morti civili evitabili” e che, tramite “il blocco deliberato degli aiuti”, stanno lasciando la cittadinanza della Striscia di fronte allo spettro di “una lenta morte per fame“. Non solo: i firmatari accusano pure i governi di contribuire, attraverso una sorta di favoreggiamento, “a gravi violazioni del diritto internazionale, del diritto di guerra e addirittura a pulizia etnica o genocidio”. Prima indiziata è l’amministrazione di Joe Biden, ma non si risparmiano i governi alleati europei più allineati a Washington, colpevoli di offrire a Israele un sostegno militare, politico e diplomatico che non comporta “vere condizioni o responsabilità”. E il prezzo viene pagato da migliaia di palestinesi uccisi, da quasi 2 milioni di abitanti di Gaza sfollati, da una devastazione a tappeto di circa metà degli edifici dell’intera Striscia, come pure “dagli ostaggi israeliani” tuttora detenuti da Hamas.

Non manca infine l’accusa alle autorità israeliane d’aver pianificato un’azione militare che sembra ignorare tutte le controindicazioni emerse dalla risposta occidentale antiterrorismo all’attacco contro le Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001. Avvertimenti che erano stati dati pubblicamente proprio da Joe Biden, nel corso di uno dei primi bilaterali con Benjamin Netanyahu dopo l’attacco del 7 ottobre. Così i funzionari chiedono ai governi Usa e Ue di cambiare strada con urgenza e smettere di giustificare l’operato d’Israele.



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di F. Q.
www.ilfattoquotidiano.it
2024-02-02 20:20:07 ,

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