True Detective 4: Night Country è è cupa, misteriosa e spirituale

True Detective 4: Night Country è è cupa, misteriosa e spirituale

True Detective 4: Night Country è è cupa, misteriosa e spirituale


True Detective 4 Night Country è è cupa misteriosa e spirituale

Dopo due sequel non memorabili, la López ha infarcito il nuovo capitolo dell’antologia poliziesca a metà tra noir e horror con echi alla Fargo (non è un caso, uno dei suoi prossimi progetti, The Book of Souls, è prodotto da Noah Hawley) e rimandi alla stagione d’esordio (a partire dalla falsa citazione di Hildred Castaigne che compare all’inizio del primo episodio), confezionando un’annata degna di quella d’esordio. True Detective: Night Country è ambientata in una cittadina dell’Alaska, il primo giorno di dicembre che inaugura un lungo periodo di tenebra perenne. La detective Liz Danvers (Jodie Foster), cinica e apparentemente insensibile, indaga sulla scomparsa di una mezza dozzina di ricercatori dalla Tsalal Research Station. Nei suoi laboratori è stata ritrovata la lingua mozzata di una donna indigena, Anne Kowtok. La detective Evangeline Navarro (Kali Reis), anche lei di ascendenze Iñupiat, ritiene che il caso di Anne – attivista che lottava assieme alla comunità locale per la chiusura di una miniera inquinante, ritrovata sei anni prima pugnalata a morte – e quello degli scienziati siano legati. Navarro e Danvers sono ai ferri corti in seguito a un vecchio alterco, ma quando alcuni scomparsi vengono rinvenuti cadaveri in mezzo al lago ghiacciato in una posa terrificante e grottesca, le due cominciano a indagare insieme.



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di Lorenza Negri www.wired.it 2024-01-15 15:02:03 ,

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