Vittoria, la “Stidda” si riorganizza: un piano per uccidere i collaboratori di giustizia tornati in Sicilia. La Dda di Catania fa scattare un blitz: fermati tre boss

Vittoria, la “Stidda” si riorganizza: un piano per uccidere i collaboratori di giustizia tornati in Sicilia. La Dda di Catania fa scattare un blitz: fermati tre boss

Vittoria, la “Stidda” si riorganizza: un piano per uccidere i collaboratori di giustizia tornati in Sicilia. La Dda di Catania fa scattare un blitz: fermati tre boss


Nel cuore della Sicilia, c’è una mafia antica che è tornata a fare paura. E’ la Stidda, un tempo era l’acerrima nemica di Cosa nostra, a colpi di kalashnikov. Oggi, invece, è semplicemente l’altra mafia che prova a riprendersi un pezzo della provincia di Ragusa, lì dove negli anni Novanta spadroneggiava, a Vittoria. Le indagini della polizia, coordinate dalla Dda di Catania, hanno bloccato un pericoloso piano di riorganizzazione: gli investigatori della squadra mobile di Ragusa e del commissariato di Vittoria hanno fermato tre persone.

Si tratta di Biagio Cannizzo, Raffaele Giunta e Alessandro Pardo. Il procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita e il sostituto Gabriele Fragalà li accusano di associazione mafiosa e anche del tentato omicidio dell’ex pentito Roberto Di Martino, che il 25 aprile scorso venne ferito a Ragusa. Le indagini dicono che c’era un piano della nuova Stidda per eliminare alcuni collaboratori di giustizia tornati a vivere nella provincia di Ragusa.Un quarto indagato è latitante.

Dice il questore di Ragusa Vincenzo Trombadore: “L’operazione rappresenta una forte e pronta risposta dello Stato contro l’azione temeraria di violenti delinquenti della criminalità organizzata vittoriese, che stavano riorganizzando una pericolosa consorteria, anche con progetti omicidiari. Le indagini della squadra mobile di Ragusa e del commissariato di Vittoria, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, hanno bloccato per tempo questi progetti criminali”. I fermi sono stati già convalidati da gip.

“L’indagine – prosegue il questore – è stata possibile grazie alla professionalità e alla competenza delle donne e degli uomini della polizia di Stato, che hanno saputo cogliere i segnali delle nuove presenze criminali che maturavano sul territorio. L’operazione di oggi deve essere dunque un segnale di speranza per i nostri concittadini, la legalità vince sempre”.



LEGGI TUTTO

[email protected] (Redazione Repubblica.it) , 2024-06-07 07:11:08 ,palermo.repubblica.it

Previous Fedez, una canzone non basta: ora il rapper ha davvero problemi con tutti

Leave Your Comment