Ip non ha reso bene la decisione del distributore di vendere un litro di benzina a 2 euro e 34 centesimi e uno di diesel a 2 euro e 44.
Un paio di mesi fa Alfonso Centrone era balzato agli onori delle cronache nazionali con il non lusinghiero primato di “benzinaio più caro d’Italia” ammettendo, in una serie di interviste, che neppure lui si riforniva al suo distributore. Come dargli torto, visto che vendeva un litro di benzina a 2 euro e 34 centesimi, mentre uno di diesel costava 2 euro e 44? Prezzi esorbitanti che garantivano ai gestori un margine di tre centesimi al litro.
Una vicenda che non è piaciuta alla IP, titolare dell’impianto a Trani di proprietà dei fratelli Centrone, che ha deciso di annullare il contratto stipulato e di presentare un ricorso urgente al tribunale, per danni d’immagine e presunta violazione di una clausola degli accordi stipulati: quella che obbliga i gestori ad acquistare il carburante dalla società.
“La gestione, a decorrere dal 2019, ha deciso di non attuare le azioni promozionali proposte da Ip. Il ricorso è stato presentato in quanto la gestione si è resa reiteratamente inadempiente con riferimento ai più basilari obblighi contrattuali”, sostiene la società. I due gestori hanno chiesto di proseguire a lavorare presso la pompa di benzina, adeguando i prezzi del carburante a quelli del mercato. Il 5 giugno il giudice dovrà valutare se la risoluzione dell’accordo sia legittima o meno. Per il momento, però, la stazione di servizio è stata chiusa e i fratelli Centrone potranno lavorare solo nell’autolavaggio adiacente la pompa di benzina.
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di Davide Falcioni
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2023-04-18 20:43:39 ,