di Lorenza Negri
Astro Boy, il primo anime della storia realizzato dal maestro Osamu Tezuka nel 1963, è stato l’oggetto di un remake a colori che si concludeva in Giappone sulla rete Nippon Television il 23 dicembre 1981. Capostipite dei ragazzini robot – quasi tutti riproduzioni di bambini umani (di solito il figlio o la figlia dello scienziato che gli crea), Pinocchi meccanici dotati di un corpo invincibile e di sentimenti identici a quelli dei loro creatori – Astro Boy è un’icona della popculture. Ripudiato dal Dottor Tenma, il Frankenstein del caso orripilato dalla propria invenzione, verrà adottato da un ministro che lo trasformerà in un’arma di difesa da mecha assassini e alieni. Dopo questo androide dall’aspetto di tenero bimbo, i film, le serie e i cartoni che vedono come protagonisti ragazzi robot si sono fatti strada nell’immaginario comune: ecco alcuni dei più memorabili.
Metropolis
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Racconto del 1949 di Osamu Tezuka, il citato papà di Astro Boy, trasposto in questo bellissimo film animato del 2001 diretto da Rintaro, sceneggiato da Katsuhiro Otomo, ispirato all’omonimo capolavoro fantascientifico di Fritz Lang e a Rur – I robot universal di Rossum di Karel Čapek. Al posto dell’androide dalle fattezze di donna Maria, c’è Tima, dall’aspetto di una ragazzina bionda. Creata come sostituita la figlia defunta del supercattivo Duca Red, la dolce Tima sfugge a un attentato e si rifugia con un ragazzo umano nei quartieri popolati dai robot schiavi. La differenza tra Tima e gli altri androidi citati è l’inconsapevolezza di essere una creatura artificiale: quest’ultima non incarna solo la riflessione su cosa determini l’identità – sia umana che artificiale – ma è anche la portavoce dei robot ribelli, destinata a trasformarsi fine in uno strumento di ribellione e distruzione di massa.
Cutie Honey
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Assieme a Osamu Dezuka, Go Nagai è l’altro papà degli robot dei manga. Più malizioso e audace del collega, nel 1973 diede vita alla saga di Cutie Honey, variante meccanica delle maghette degli shojo manga destinata a un pubblico di lettori maschile. A differenza della contemporanea Cibernella – ragazzina umana trasformata in majokko cibernetica in seguito a un incidente – Honey è un vero e proprio robot. I suoi poteri “magici”, così come la sua capacità di trasformarsi in guerriera e cambiare aspetto – sono in realtà appannaggio della scienza. Normalmente appare come una giovanetta bionda piuttosto sfrontata ma è anche fortissima, agilissima e in grado di assumere le fattezze della rossa vendicatrice Cutie Honey. È tra le capostipiti di quel genere fantascientifico che assegna connotazioni sessuali ai robot, rendendoli sexy e di interesse erotico.
D.A.R.Y.L.
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Uno dei primissimi film a esplorare la natura dei ragazzini artificiali è quest’opera del 1985 variante del tema del supersoldato. Piuttosto che puntare a creare un esercito di guerrieri indistruttibili e senza paura sottoponendo gli umani a modifiche fisiche e psicologiche, gli scienziati del laboratorio di ricerca governativo Tascom producono da zero un androide destinato all’uso militare. Daryl, interpretato da Barret Oliver, il Bastian di La storia infinita – è un ragazzino robot fuggito dal laboratorio e privo dei ricordi che viene adottato a una famiglia ignara della sua vera natura, nonostante sembri… un po’ troppo maturo e serioso. Catturato dai suoi creatori e giudicato un progetto fallito per aver sviluppato sentimenti come l’affetto e la paura, incontrerà dopo varie peripezie il lieto fine, vivendo come un umano con la sua famiglia eletta.
Ai – Intelligenza artificiale
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David è un bambino robot in questo film di SF di Steven Spielberg ispirato a un racconto dickiano di Brian Aldiss. Figlio adottivo a una coppia, David è il primo prototipo di intelligenza artificiale in grado di provare sentimenti come un bambino vero. Sensibile con un umano ma vittima delle discriminazioni a cui sono soggetti gli androidi, verrà prima messo da parte a favore del figlio naturale della coppia, poi abbandonato dalla madre in un bosco e costretto a fuggire dalla crudeltà degli uomini. Pinocchio robot, vivrà una tragica odissea lunga duemila anni, cercando la Fata turchina in grado di trasformarlo in un un ragazzino in carne e ossa e renderlo amabile ai suoi genitori umani. Straziante fiaba fantascientifica, avverte l’umanità sulle conseguenze dei tentativi di superare i limiti della scienza, col rischio di dare vita a creature di cui non sono in grado di essere degni “genitori”.
Supervicki
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Il mitico robottino di questo telefilm prodotto negli Usa tra il 1985 e il 1989 è una bambina creata da uno scienziato che vuole farne uno strumento di supporto per bambini disabili. Per testarla e aumentarne le capacità di apprendimento, Ted Lawson la spaccia per figlia adottiva e la inserisce nella sua routine familiare. La Sitcom intitolata in originale Small Wonder sviluppa le proprie storie intorno agli equivoci che si vengono a creare grazia all’incapacità di Vicki di comprendere gli ordini impartiti, stravolgendoli e facendo pasticci, e ai tentativi della famiglia Lawson di nascondere la vera identità del robot ai vicini incredibilmente fastidiosi e ficcanaso. Tutta la serie si basa sulla sospensione dell’incredulità – Vicki è palesemente artificiale, con tanto di pannello di controllo e bottone di accensione, inoltre è stranamente vestita da bambolotto o… come le bambine di La abitazione nella prateria.
My Absolute Boyfriend
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Mentre la serialità americana ha un po’ disertato di recente i soggetti legati a intelligenze artificiali, cyborg e robot inseriti nella società contemporanea o del futuro prossimo (come Humans a Almost Human), i drama coreani affrontano di frequente l’argomento, come in My Holo Love, Are You Human? o My Absolute Boyfriend, ispirata all’omonimo shojo manga Assolutamente lui. Bang Minah e Hong Jong-hyun di Vampire Idol si uniscono a Yeo Jin-goo (Hotel del Luna) per formare un triangolo amoroso nel quale una make-up artist disillusa è divisa tra l’attrazione per un attore egocentrico e un androide programmato per amarla incondizionatamente. Quest’ultimo è, in tutto e per tutto, il fidanzato paziente, fedele e devoto dei sogni di Da-da; come il piccolo David di Ai è costruito per amare come una persona vera, senza di fatto aver mai il controllo sui propri sentimenti, rimanendo innamorato e leale fino alla fine.
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www.wired.it
2021-12-21 10:00:00