Non bisogna giudicare un libro dalla copertina. E lo stesso vale anche per i giochi da tavolo, a quanto pare. A dispetto di una scatola piuttosto anonima, sulla quale campeggia un’accozzaglia di improbabili personaggi che si lanciano verso una bandierina, Challengers ha fatto piazza pulita di premi nel 2023, aggiudicandosi prima l’As d’Or francese, poi il prestigioso Kennerspiel des Jahres tedesco, e infine il titolo di Gioco dell’Anno in Italia.
Qual è il segreto del suo successo? Semplice: con poche regole e un approccio adatto a tutte le tipologie di giocatori (dalle famiglie ai più esperti), Challengers riesce a lanciare fino a 8 giocatori in un vero e proprio torneo di rubabandiera in formato da tavolo. Non c’è probabilmente nessun altro board game che riesca a simulare in modo così efficace, non tanto il gioco a cui si ispira, ma soprattutto l’atmosfera e la dinamicità di un torneo.
Il primo impatto con Challengers migliora quando si apre la scatola. Dentro ci sono dei portamazzi di carte in plastica rigida, e dei tappetini da gioco in neoprene che colpiscono favorevolmente per qualità dei materiali. E ovviamente il cuore del gioco, centinaia di carte divise in 16 set diversi, ciascuna raffigurante un personaggio del torneo, con un valore numerico che ne raffigura la forza e, a volte, delle abilità speciali.
Poi, una nuova fase di perplessità. Le regole di Challengers sono molto semplici. Troppo semplici? Tutti i giocatori iniziano la partita con un mazzo di carte uguali. Prima di ogni incontro, si pescano cinque carte da set di potenza crescente, e se ne scelgono due da aggiungere al proprio mazzo. Volendo, si possono anche rimuovere quante carte si vogliono dal mazzo. Ed ecco che parte la sfida. Si gioca sempre uno contro uno, e se si è in tanti ci sono diversi incontri che avvengono in contemporanea su campi da gioco diversi.
I giocatori si alternano scoprendo carte-personaggio dal proprio mazzo sinché non riescono a superare il valore di quelle avversarie. I personaggi sconfitti finiscono in una panchina che ha dei posti limitati. La partita è persa quando uno dei due giocatori esaurisce il mazzo e non riesce a superare il valore dell’ultima carta visibile dell’avversario; o quando termina gli spazi in panchina e non può scartare i personaggi sconfitti. Alla fine del torneo, i due giocatori che hanno ottenuto più punti vincendo i round precedenti si sfideranno in un testa a testa che decreterà il vincitore assoluto.
Possibile che le regole siano tutte qui? Possibile che il momento che in tanti giochi è il cuore della partita, il duello tra due giocatori, si svolga praticamente “in automatico”? Ebbene sì. Ma una volta che ci si siede a giocare, ogni dubbio svanisce.
Leggi tutto su www.wired.it
di Andrea Curiat www.wired.it 2023-11-22 09:30:00 ,