Sindacati, Confindustria, Bankitalia e anche l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) sono tutti contrari all’innalzamento del tetto ai contanti. Tutti, tranne il governo Meloni, che continua a sostenere come la misura non faccia crescere l’evasione fiscale, contraddicendo praticamente l’intera letteratura economica in materia, come sottolineato da Lilia Cavallari, presidente dell’Upb.
Meno contante = meno evasione
Che sindacati e Confindustria siano d’accordo su qualcosa è un evento più unico che raro, ma quando al fronte comune si uniscono anche Bankitalia e l’Ufficio parlamentare di bilancio potrebbe essere il momento di dare ascolto al miracolo in corso. “La letteratura economica è pressoché concorde nel sostenere che l’aumento dei pagamenti in contanti possa comportare un incremento dell’evasione”, ha spiegato Cavallari durante il suo intervento davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, relativo all’esame del disegno di legge di bilancio 2023 proposta dal governo Meloni.
La presidente ha poi spiegato come, in base a uno studio del 2022 “emerge che l’aumento del tetto ai contanti varato con la manovra del 2016 (da 1.000 a 3.000 euro) ha avuto l’effetto collaterale di far crescere l’economia sommersa”, mentre un’altra analisi ha concluso “che l’abbassamento adottato a fine 2011 (da 5.000 a 1.000 euro) ha contribuito a contenere l’evasione”. Insomma, i dati parlano chiaro: più contanti uguale più evasione, meno contanti uguale meno evasione. La lettura non lascia spazio a interpretazioni.
Costo per i negozi
Dello stesso parere è anche Bankitalia, che ha sottolineato non solo il rischio di favorire l’evasione fiscale ma anche il rischio di entrare in contrasto con gli obiettivi e la modernità proposta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). “Il tetto sul contante rappresenta un ostacolo per la criminalità e l’evasione. Degli studi degli ultimi anni suggeriscono che soglie più alte favoriscono l’economia sommersa. C’è inoltre evidenza che l’uso dei pagamenti elettronici, grazie al loro tracciamento, riduce l’evasione fiscale” ha detto Fabrizio Balassone, capo del servizio struttura economica del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, intervenuto davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
Inoltre, secondo lo studio Il costo sociale degli strumenti di pagamento in Italia di Bankitalia, il pagamento in contanti sarebbe anche più gravoso per le tasche degli esercenti. Balassone ha infatti specificato che, i costi legati alla sicurezza a cui è soggetto il contante, lo rendono meno economico per gli esercenti, rispetto a quello delle transazioni digitali con carta di debito o di credito.
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di Kevin Carboni www.wired.it 2022-12-07 17:00:00 ,