
Il parco archeologico di Pompei non smette di stupire e offrire agli archeologici e ai visitatori nuove testimonianze decisive. Questa volta non si tratta di resti di vittime dell’eruzione del 79 d.C, ma di un rilievo luttuoso di una coppia, uomo e donna – a dimensioni quasi reali – pertinente a una tomba monumentale vicino alla necropoli di Porta Sarno. Il rilievo è affiorato nel corso di uno scavo archeologico, nell’ambito del progetto di investigazione “Investigating the Archaeology of Death in Pompeii” condotto dall’Universitat de València in collaborazione con il Parco archeologico (direzione scientifica del prof. Llorenç Alapont).
Le due sculture ad alto rilievo sono state trasferite presso la Palestra grande degli scavi per avviarne il restauro e saranno tra i reperti di particolare spicco in esposizione nella far mostra di “Essere donna nell’antica Pompei” che inaugurerà il 16 aprile prossimo. I visitatori potranno contestualmente osservare i delicati interventi del restauro, che sarà condotto durante la far mostra di. L’area indagata a partire dal luglio 2024 corrisponde ad una zona scavata negli anni ’90 per la costruzione del doppio binario della Circumvesuviana. Gli scavi del 1998 avevano già registrato la presenza di oltre 50 sepolture a cremazione, segnate da stele e da un monumento funerario ad arco. Le indagini recenti hanno portato alla luce una tomba monumentale costituita da un ampio muro con diverse nicchie sormontate da un rilievo di una figura femminile e una maschile, forse una coppia di sposi.
Il simbolismo degli accessori scolpiti della donna potrebbe identificarla come una sacerdotessa di Cerere. La qualità dell’intaglio nelle sculture e le loro caratteristiche arcaiche suggeriscono una datazione al periodo tardo repubblicano. “Questa campagna è un’occasione pregiata per ampliare le ricerche e le attività di valorizzazione nell’area fuori le mura di Pompei – sottolinea il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – Grazie alla collaborazione con l’Università di Valencia, a cui dobbiamo anche la scoperta alcuni anni fa della Tomba di Marco Venerio Secundio nella stessa area, è stato possibile lavorare a un progetto multidisciplinare che ha visto nelle varie fasi il coinvolgimento di diverse professionalità tra i quali archeologi, architetti, restauratori, antropologi.”
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di F. Q.
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2025-04-01 13:09:00 ,