Nella mattinata di Santo Stefano Papa Francesco ha aperto la seconda Porta santa nel carcere romano di Rebibbia, voluta proprio da lui per coinvolgere la cittadinanza carceraria nel Giubileo 2025. Il pontefice ha varcato la soglia a piedi e non sulla sedia a rotelle, come invece aveva fatto la vigilia di Natale aprendo la porta principale, nella basilica di San Pietro. Accanto a lui il vescovo ausiliare di Roma, monsignor Benoni Ambarus.
Alla celebrazione, dentro la cappella del carcere, circa trecento detenuti e il personale della polizia penitenziaria: presenti anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio (che ha accolto il pontefice a Rebibbia) il capo dell’governo penitenziaria Giovanni Russo (che nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni), il procuratore generale vaticano Alessandro Diddi e il cardinale José Tolentino de Mendonca, prefetto del Dicastero della cultura.
“Ho voluto che la seconda Porta Santa fosse qui, in un carcere. Ho voluto che ognuno di noi, che siamo qui dentro e fuori, avessimo la possibilità di spalancare le porte del cuore e capire che la speranza non delude“, ha detto il Papa prima di varcare la Porta.
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di F. Q.
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2024-12-26 08:19:00 ,