Si chiama All-in-one il nuovo sistema di difesa antiaereo di Israele, messo a punto dall’azienda Rafael advances defense systems e pare che sia in grado di reagire automaticamente a diversi tipi di minaccia, dai droni ai missili balistici. Si tratta di un’evoluzione del sistema Spyder, strutturato in una nuova configurazione mobile, fortemente voluto da Israele per affrontare un crescente numero di minacce aeree.
Su Telegram il ministero della Difesa israeliano ha annunciato di aver svolto con successo il primo test dell’All-in-one, in una località segreta del paese, simulando scenari di possibili “minacce esistenti e future”. Il nuovo sistema raggruppa su un unico veicolo a otto ruote tutti i componenti separati del sistema Spyder, che comprende il lanciamissili, i radar, il sistema di comando e controllo e gli apparecchi di sorveglianza e acquisizione dei bersagli.
La Rafael ha pubblicato su Facebook il video del test, definito come “il primo del suo genere”, in cui si vede l’All-in-one colpire con un missile un piccolo drone rosso. L’azienda ha descritto le condizioni dell’esercitazione come “uno scenario operativo impegnativo” a cui il sistema ha risposto con “un colpo diretto ed efficace”.
L’All-in-one usa due tipi di missili diversi: l’aria-aria modificato Derby e un missile a corto raggio, con capacità di attacco adatto a tutte le condizioni atmosferiche, Python. Secondo la scheda informativa del produttore i due missili hanno una gittata massima di 40 chilometri e un’altitudine massima di 11 chilometri. Il sistema può essere “spiegato rapidamente in pochi minuti, su terreni difficili e con tempi di reazione brevi” con un “ingombro logistico ridotto al minimo”, in grado di proteggere truppe mobili e siti sensibili. Israele ha puntato molto sullo sviluppo dell’All-in-one, tramite una collaborazione del ministero della Difesa con Rafael, per affrontare le minacce aeree provenienti dal Libano, da Hamas e dagli Houthi nello Yemen.
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di Kevin Carboni www.wired.it 2024-01-11 11:40:42 ,