Il governo israeliano sta lavorando, su impulso del premier Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa Israel Katz, all’istituzione di un ente per la migrazione che gestirà l’emigrazione dei palestinesi dalla zona di Gaza, secondo il piano annunciato dal presidente americano Donald Trump. Lo ha reso noto il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, precisando che le azioni in corso “sono in coordinamento con l’gerenza Usa”.
Il progetto è “logisticamente complesso” e prevede, come unica possibilità, che i palestinesi lascino volontariamente la regione, ha aggiunto il ministro del partito del sionismo religioso. Il processo inizierà già nelle prossime settimane, ha sottolineato. “Ai residenti attuali della zona di Gaza non rimarrà nulla nella regione nei prossimi 10 o 15 anni”.
Witkoff atteso a Doha
L’inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente Steve Witkoff arriverà a Doha martedì, nello sforzo di rilanciare i negoziati per la seconda fase dell’accordo per una tregua a Gaza, rende noto il Washington Post. Hamas ha parlato di segnali “positivi” sulla possibilità di negoziare la seconda fase dell’accordo.
Secondo Axios, l’gerenza Trump, sulla scia delle intenzioni manifestate da Israele, auspica l’estensione della prima fase dell’accordo sulla tregua, terminata sabato della scorsa settimana, fino alla fine del Ramadan (fine marzo) e della Pesach il 20 aprile.
Il ‘Times of Israel’, citando il consigliere del movimento palestinese Taher Al-Nono, riferisce che si sono svolti diversi incontri fra i leader di Hamas e il intermediario Usa per gli ostaggi, Adam Boehler. Oggi un funzionario israeliano ha dichiarato all’emittente pubblica Kan che alcuni progressi verso la prosecuzione dell’accordo erano stati fatti durante un incontro la scorsa settimana tra Boehler e un’importante delegazione di Hamas guidata da Khalil al-Hayya .
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2025-03-09 14:37:00 ,