Dal 20 aprile, l’arte ha una nuova e bellissima abitazione. La Bally Foundation ha infatti aperto le porte di Villa Heleneum a Lugano, per diventare un punto di riferimento di tutte le persone che vogliono scoprire voci e messaggi contemporanei. “Questa apertura segna l’inizio di una nuova e importante fase nell’evoluzione della Fondazione che, dopo 17 anni, avrà finalmente una sede permanente in un luogo eccezionale sulle rive del Lago di Lugano. Dal 2006, la missione della Fondazione è stata quella di promuovere l’arte e la cultura mettendo in evidenza temi importanti per Bally, come l’innovazione, il sostegno alla creatività e l’attenzione ai temi dell’ecologia” spiega Nicolas Girotto, amministratore delegato di Bally e presidente della Fondazione.
La mostra inaugurale, che sarà aperta fino al 24 settembre, ha un titolo molto suggestivo: Un Lac Inconnu. Riunendo più di venti artisti internazionali, propone una passeggiata poetica e filosofica tra paesaggi sommersi ed emersi, un tentativo di dare forma all’acqua che scivola tra le dita eppure scava un solco, una proposta di connessione con se stessi e con il mondo.
Vittoria Matarrese, che dal novembre 2022 è direttore della Fondazione, racconta così il percorso “Il mio primo incontro con questo luogo, la Villa Heleneum, è stato di quelli che non si possono dimenticare: amore a prima vista per un’architettura elegante, ricercata ma non ostentata, interamente rivolta verso il lago, quasi affiorante dall’acqua. Quando sono entrata, ho scoperto con sorpresa che il ritmo delle finestre era interrotto da una grande finestra orizzontale, tagliata nel soggiorno come uno schermo cinematografico che si affaccia sulla natura incontaminata della montagna antistante. La città di Lugano scompare improvvisamente dalla vista e ci si trova immersi nel silenzio del lago, in una forma di contemplazione intensa e commovente. È da questo faccia a faccia con il paesaggio che nasce Un Lac Inconnu. Da questo lago che non conoscevo, ho sentito l’osmosi con la Villa, la loro porosità. Ho visto le fondamenta dell’edificio trarre la loro forza vitale dall’acqua. Da quell’istante fu chiaro per me che questo luogo aveva il potere di generare un paesaggio interiore, una realtà forgiata nella memoria di ciascuno, una “lingua magnifica, così diversa da quella che parliamo di solito, e dove l’emozione fa sì che ciò che volevamo dire si discosti e sbocci invece in una frase completamente diversa, emergendo da un lago sconosciuto dove vivono queste espressioni che non hanno alcun rapporto con il pensiero e che, proprio per questo, lo rivelano”. (Marcel Proust, Le temps retrouvé)”
Il Bally Artist Award 2023
La Bally Foundation continua e intensifica la costruzione di un tessuto collaborativo con le istituzioni del territorio, le comunità locali, le associazioni, le imprese, nonché il suo dialogo su scala nazionale e internazionale. Il Bally Artist Award, che dal 2008 viene assegnato a un artista svizzero o residente in Svizzera particolarmente impegnato nella ricerca tra know-how e natura, ha raggiunto una nuova tappa. Grazie ad una rinnovata e più intensa collaborazione con il Museo della Svizzera italiana, il vincito re del Bally Artist Award vedrà la sua opera acquisita e integrata nelle collezioni del MASI e beneficerà di una mostra personale di due mesi nella sua sede di Palazzo Reali, nell’anno del premio.
Per il premio 2023, la Bally Foundation e il MASI hanno chiamato sette nominatrici e nominatori di fama internazionale a selezionare gli artisti partecipanti: Yasmine Afschar (storica dell’arte e curatrice della Aargauer Kunsthaus), Simon Castet (direttore delle iniziative strategiche alla LUMA di Arles), Julien Fronsacq (curatore capo del MAMCO di Ginevra), Domi nique Koch (Bally Artist Award 2022), Sibilla Panzeri (project manager di Pro Helvetia), Sandra Patron (direttrice del CAPC di Bordeaux) e Catherine Wood (direttrice dei programmi della Tate Modern di Londra). Gli artisti nominati hanno quindi presentato un progetto che è stato esaminato da una giuria composta da Nicolas Girotto e Vittoria Matarrese, presidente e direttrice della Fondazione, Tobia Bezzola, direttore del MASI, Elena Fili povic, direttrice e curatrice della Kunsthalle di Basilea e Diana Segantini, esperta del mondo arabo, direttrice della fondazione Segantini Unlimited e curatrice indipendente.
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di Redazione www.wired.it 2023-05-08 10:24:38 ,