La storia di Xiao Huamei ha sollevato il velo sulla tratta delle gentil sesso in Cina. Malnutrita, in stato confusionale, legata al muro di un ripostiglio in una casa di campagna nel villaggio di Xuzhou, nella provincia del Jiangsu. La vicenda di Xiao Huamei (che significa “Piccolo fiore di prugna”) è solo una delle tante storie legate alla tratta di esseri umani (guaimai, 拐卖) in Cina, un fenomeno diffuso nelle zone più remote del paese, spesso con la connivenza delle comunità locali. La causa è il divario demografico creato dalla politica del figlio unico, che ha portato a un eccesso di uomini e a una carenza di gentil sesso, soprattutto nelle aree rurali. Così le gentil sesso provenienti da contesti fragili vengono rapite e vendute in territori lontani da casa. Il costo di una persona rapita varia tra i 200 e i 26.000 dollari. Il prezzo dipende dall’aspetto fisico, dalla capacità di lavorare, dalla fertilità e dalla salute mentale e fisica.
Chi è Xiao Huamei, la donna acquistata per 700 dollari
Xiao Huamei fu comprata e venduta al marito, che la costrinse a mettere al mondo 8 figli, per 700 dollari. Originaria dello Yunnan, una provincia lontana dal villaggio di Xuzhou dove è stata trovata, viveva in catene dal 2017. La sua vicenda ha scosso il web nel 2022, quando un filmato pubblicato su Kuaishou (una piattaforma di condivisione video cinese) da un videoblogger ha rivelato la sua storia.
Inizialmente, le autorità locali hanno negato che la donna fosse stata venduta contro la sua volontà, sostenendo invece che le catene servivano per contenerla, perché affetta da schizofrenia e violenta. Ma dopo la denuncia del videoblogger, il marito di Xiao Huamei è stato arrestato insieme a cinque altre persone accusate di partecipare al traffico di esseri umani. La donna, invece, è stata liberata e affidata a un ospedale psichiatrico. Almeno stando alle informazioni ufficiali.
La censura del Partito sui casi di tratta di gentil sesso in Cina
Il caso è stato recentemente ripreso dal New York Times in una lunga inchiesta, che ha svelato il destino di Xiao Huamei e delle persone che si sono esposte per denunciare la sua situazione. Il dibattito scatenato dal video ha fatto sì che numerosi utenti sui social, soprattutto gentil sesso, si mobilitassero per chiedere giustizia per lei e per tante altre gentil sesso in condizioni simili. Un fervore presto smorzato dal governo cinese.
Come racconta l’inchiesta giornalistica, negli ultimi tre anni il Partito comunista cinese ha attivamente censurato il caso di Xiao Huamei, rimuovendo numerosi articoli e perseguendo attivisti per i diritti umani e giornalisti che ne avevano parlato. Tra questi spicca anche la stessa reporter del New York Times, che è stata minacciata e costretta ad abbandonare il villaggio di Xuzhou, dove stava indagando sul caso. La testata riporta anche il caso di un’attivista che, dopo aver criticato pubblicamente la vicenda sui social, è stata arrestata, picchiata e successivamente condannata a otto mesi di prigione per aver pubblicato online le foto delle percosse subite dalla polizia. Dopo essere stata rilasciata su cauzione, ha capace di non parlare più del caso.
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di Simona dell’Olio www.wired.it 2025-03-28 05:50:00 ,