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“I leader del Napoli oggi sono Di
Lorenzo, Anguissa, Meret, Juan Jesus. Io cerco di dare input per
essere un collante, parlo tante lingue e voglio mettere tutti
assieme”. Lo ha detto Romelu Lukaku in un’intervista a Radio
Crc, senza citare l’ormai ex azzurro Kvaratskhelia. Il bomber
del Napoli è molto concentrato e parla della sfida di domenica
contro l’Atalanta: “Penso che i bergamaschi – spiega – siano
diventati più forti rispetto all’andata, e noi pure. Sarà una
sfida molto dura: noi siamo una squadra che lotta di gruppo,
dobbiamo dimostrare che siamo fortissimi in ogni aspetto del
match, mentale, fisico, con e senza palla dobbiamo essere
completi. L’Atalanta ha un allenatore come Gasperini che stimo
tanto. Sarà un bel match per i tifosi. Noi prepariamo questo
match sotto tutti i punti di vista come sempre: ogni partita per
noi è una finale, ovvio però che ci sia un po’ di pressione, ma
noi siamo tranquilli”.
Lukaku parla anche di Conte, l’uomo che lo ha voluto in
azzurro per sostituire Osimhen: “Tutti sanno il suo valore –
dice – come allenatore e persona nella mia vita, dentro e fuori
dal campo. Io so che posso aprirmi anche a livello personale,
lui mi capisce e sa che sacrifici faccio per il calcio: gli
posso spiegare come mi sento, la sua mentalità e la sua maniera
di vivere il calcio è perfetta per me. È uno sempre attento ai
dettagli, cura ogni movimento, ogni azione in fase difensiva e
assalto. Siamo talmente preparati che non puoi sbagliare,
questa responsabilità a me piace tanto ed è un allenatore che
migliora ogni giocatore. Queste cose ti rendono un vincente. Un
aneddoto del rapporto con Conte? Quando arrivai all’Inter
facevamo le corse durante l’allenamento, un giorno saltai un
blocco di corse. Mi chiamò in ufficio, mi disse che se l’avessi
rifatto sarei finito fuori rosa. Avremmo giocato col Sassuolo, e
psicologicamente mi diede un grande stimolo perchè giocai bene.
Da quel momento ci siamo trovati ancora di più, voleva darmi
forza mentale e ci riuscì. Poi quando ci siamo ritrovati qui a
Napoli, è stato un bel momento perchè ci siamo guardati e io ero
molto felice di poter lavorare di nuovo con lui che mi disse
‘andiamo subito a lavorare, è il momento di fare qualcosa di
buono'”.
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