L’arcivescovo di Catania arriva che al molo ormai è sera. Va al piazzale dieci dove da Geo Barents ancora scende la lunga fila di adolescenti, famiglie con bambini, malati in condizioni troppo serie per essere curati a bordo. Incontra i disperati di Humanity1, naufraghi in mare prima e adesso prigionieri del limbo che per loro è diventato il porto di Catania, perché fragili ma non abbastanza da poter sbarcare secondo il dettato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, approvato per decreto con firma in calce anche dei titolari delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e della Difesa, Guido Crosetto.
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repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it) , 2022-11-07 07:47:09 ,palermo.repubblica.it