Le ricerche andate avanti per tutta la notte nell’area del naufragio non sono state vane: la Guardia costiera non conferma ma a Roccella Jonica, per questa notte, è atteso l’arrivo in porto di una delle motovedette che sta partecipando alle ricerche, con tre salme che sarebbero state recuperate nella notte. Le indiscrezioni si rincorrono singolarmente da molte ore: già ieri a tarda sera dalla prefettura di Locri è venuta fuori la notizia del ritrovamento di sei salme, poi smentita dalla Guardia costiera. Nel pomeriggio, poi, la conferma del recupero di corpi ( sembra tre) e la notizia dell’arrivo previsto dopo la mezzanotte a Roccella Jonica.
E si cerca ancora, con aerei e mezzi navali allargando l’area di monitoraggio, perché i morti di quella che si prospetta come la più grave strage in mare dopo Cutro dovrebbero essere 65, stando al racconto dei soli undici superstiti. Molti probabilmente rimasti incastrati nella pancia del relitto che si è andato inabissando dopo l’esplosione al motore che ha investito decine di persone e provocato un incendio a bordo.
La barca a vela affondata a cento miglia dalla costa della Calabria
I superstiti, tutti ricoverati negli ospedali di Locri, Soverato, Reggio Calabria sono in condizioni severe con politraumi, ustioni e forte disidratazione. Raccontano di una corsa a salire sul punto più alto della barca a vela mentre lo scafo andava giù e del disperato tentativo di mettere in salvo i più piccoli. Una strage di bambini, ne mancano all’appello 26, perché sulla barca a vela partita dieci giorni fa dalla Turchia c’erano soprattutto famiglie afghane e curdo-irachene.
Come quella della bimba di 12 anni che nel naufragio verificatosi nella notte tra domenica e lunedì al limite della zona Sar italiana con quella greca, ha perso entrambi i genitori e la sorellina.
Adesso è ricoverata nel reparto pediatria dell’ospedale di Locri. “Chiede dei suoi genitori, non abbiamo avuto ancora il coraggio di dirle che non ci sono” racconta Concetta Gioffrè della Croce rossa Riviera dei Gelsomini pronta a portare a casa sia la piccola quando starà meglio. Anche se sembra che ricoverati in altri reparti possano esserci forse la zia e un cugino della ragazzina.
[email protected] (Redazione Repubblica.it) , 2024-06-18 17:47:22 ,www.repubblica.it