Perché leggere questo articolo? A Bruxelles è stato presentato un documento UE con 61 pagine di linee guida: mettono in guardia sui termini “poco inclusivi” che dovremmo dimenticare. Tra questi, anche “fratello”, “sorella” e “virile”. Follia
UE sempre più alacre nella persecuzione ai dizionari delle lingue europee tutte. Un fascicolo di ben 61 pagine è stato presentato a Bruxelles per mettere al bando alcune parole considerate, di questi tempi, troppo “poco inclusive”. Non si può più dire niente è il refrain più in voga hic et nunc, attribuito a borbottanti ambienti di Destra. La follia, però, non ha colore politico ed ecco arrivare un elenco di termini messi all’indice che, se non fosse reale, sembrerebbe provenire da un tragicomico incubo. Alla berlina troviamo, infatti, “re e regina”, “fratello e sorella”, ma anche gli aggettivi “virile” e “stridulo”. E questo è solo l’inizio. Andiamo a dragare questo abisso. O abiss*, che scriver si voglia.
UE lancia l’allarme: “fratello e sorella” da oggi sono termini offensivi
L’UE ammonisce gli abitanti del vecchio continente. Da oggi la musica cambia, anzi, proprio le parole. Un fascicolo di ben 61 pagine è stato infatti presentato a Bruxelles dall’EIGE (Istituto per l’Uguaglianza di Genere). Minaccia di minare la pacchia al politicamente scorretto. La lista di vocaboli messi all’indice in quanto troppo “poco inclusivi” è stata redatta dall* President* (ci…
Author: Grazia Sambruna
Data : 2024-01-30 12:10:01
Dominio: www.true-news.it
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