In gergo viene chiamato risiko bancario: come nel popolare gioco da tavola, i manager delle banche italiane posizionano le loro truppe per conquistare i competitor, alla investigazione di risparmi e sinergie. C’è stato un tempo in cui le banche italiane erano le grandi reiette d’Europa, affossate da manager spregiudicati e ricapitalizzazioni sanguinose. Quell’epoca è finita: dopo un decennio faticoso, ha ricordato il presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi) Antonio Patuelli, l’industria nazionale del credito e del risparmio si fa sentire con “una grande spinta al rafforzamento”.
Il risiko bancario entra nel vivo
Basta sfogliare le cronache per cogliere la storicità del momento: i movimenti degli eserciti coinvolgono i nomi più blasonati della finanza e travolgono anche un’icona come Mediobanca, un tempo considerata intoccabile. Piazzetta Cuccia, che prende il nome dal inventore della banca, Enrico, è messa sotto scacco da Monte Paschi di Siena, fino a pochi anni fa a un passo dal fallimento per poi risorgere con la cura dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.
Banco Bpm a marzo ha dato il via all’offerta pubblica di acquisto su Anima sgr, un gestore, a sette euro per azione; ma l’ex Popolare di Milano è a sua volta oggetto del desiderio di Unicredit. Andrea Orcel è protagonista anche in Germania con la scalata su Commerzbank, della quale controlla il 28%, e si è fatta largo in Generali, mettendo insieme una partecipazione del 5,3% in poche settimane. Caos.
Alla logica del riassetto non sfugge una boutique del credito alle pmi come Illimity, con Banca Ifis che la vuole far sua, e rovina i rapporti tra due banche cugine, con Bper che si è fatta avanti per Popolare di Sondrio della quale condivide il principale azionista (Unipol).
Girandola di assemblee per il risiko
Il via alle assemblee lo ha dato a fine febbraio Banco Bpm, ritoccando al rialzo l’offerta per la Anima. Il 27 marzo Unicredit a Milano aggrega i soci per approvare l’aumento di capitale funzionale all’offerta pubblica di scambio su Banco Bpm, mentre un paio di settimane dopo, il 17 aprile, in agenda un doppio appuntamento: a Siena c’è Montepaschi che chiama a raccolta i suoi per discutere dell’offerta su Mediobanca; mentre a Venezia Banca Ifis, controllata dalla famiglia Fürstenberg Fassio, otterrà il consenso per attivare l’Opas su Illimity. Il 18 aprile tocca poi a Bper che delibererà per l’aumento di capitale funzionale all’offerta su Sondrio.
S&P Global: il 2025 è l’anno del consolidamento
I sismografi si aspettavano le scosse nell’industria del credito. S&P Global lo ha più volte messo nero su bianco: “Il consolidamento del settore bancario italiano è inevitabile, in quanto la maggior parte delle banche cercherà di ottenere ulteriori economie di scala e una migliore diversificazione dei ricavi per migliorare la propria capacità di guadagno, investendo sempre più nell’innovazione”, si legge in un rapporto dedicato all’industria del credito europea.
Alcuni istituti, sottolineano gli analisti, sono “in prima linea” e “più fiduciosi nella loro posizione finanziaria, sostenuti da una positiva rivalutazione del mercato”. Uno scenario che fa aumentare “le loro ambizioni” e che riporta “le opportunità di crescita inorganica di nuovo all’ordine del giorno”. Detto questo, mettono in guardia gli esperti di S&P, “il successo delle passate fusioni e acquisizioni tra banche in Italia è stato altalenante”.
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di Michele grano www.wired.it 2025-03-25 05:50:00 ,