accolta la richiesta della famiglia del ragazzo

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Il Gip di Crotone ha accolto l’opposizione della famiglia di Davide Ferrerio e ha ordinato l’imputazione coatta per Alessandro Curto: è la persona che la sera del pestaggio inviò il messaggio che avrebbe indirizzato l’aggressione verso il giovane bolognese.

La richiesta della famiglia di Davide Ferrerio, il giovane bolognese finito in come dopo una brutale aggressione la scorsa estate a Crotone, è stata accolta. Il Gip del tribunale di Crotone ha ordinato l’imputazione coatta per il 31enne Alessandro Curto, accusato di concorso anomalo nel tentato omicidio del 21enne ridotto in coma irreversibile dopo il pestaggio avvenuto l’11 agosto nella città calabrese.

Alessandro Curto è la persona che quella sera aveva un appuntamento con la minorenne da cui è nato tutto e che poi inviò il messaggio che avrebbe portato il gruppo ad aggredire Ferrerio, che nulla c’entrava con loro.

Il pestaggio di Crotone è nato infatti, come è stato ricostruito, da uno scambio di persona: in quel messaggio Curto scrisse di indossare una camicia bianca, ma non era vero. Però una camicia bianca la indossava proprio Davide Ferrerio, che a Crotone si trovava in vacanza da alcuni parenti.

Davide Ferrerio

Davide Ferrerio

Quella sera di agosto la minorenne aveva dato appuntamento a Curto (che la stava corteggiando usando un falso profilo sui social col nome dell’ex della ragazza) ma era una trappola: con sé la ragazza aveva portato alcuni parenti che evidentemente avrebbero dovuto dare una “lezione” al giovane spasimante.

Del pestaggio è accusato come autore materiale Nicolò Passalacqua, attualmente in carcere e per cui il 3 aprile è fissata un’udienza davanti al Gup, e di concorso anomalo nel reato rispondono la madre della minorenne (la ragazza comparirà il 5 aprile davanti al tribunale minorile) e un altro giovane, Andrej Gaju.

Secondo quanto emerso dalle indagini, era stata proprio la madre a organizzare tutto e istigare anche l’autore materiale dell’aggressione.

Per Curto era stata chiesta l’archiviazione ma la decisione del giudice, che recepisce la memoria del difensore della famiglia Ferrerio, avvocato Gabriele Bordoni, si basa sul presupposto che l’uomo abbia accettato, seppur nella forma del dolo eventuale, uno dei prevedibili sviluppi della situazione. Per il Gip, “appare ragionevole ipotizzare che Curto”, con l’invio del messaggio alla minorenne, abbia voluto allontanare da sé ogni sospetto mettendo in conto che il gruppo, a quel punto, avrebbe potuto capire che in realtà era proprio lui l’uomo misterioso.





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di Susanna Picone
www.fanpage.it
2023-03-23 21:58:29 ,

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