aveva il divieto di avvicinamento

aveva il divieto di avvicinamento

aveva il divieto di avvicinamento


La madre che non arriva a prenderla a scuola come ogni giorno. I minuti che passano uno dietro l’altro: inutilmente. Un fatto talmente insolito da preoccupare anche la preside che chiama i carabinieri. Gli uomini dell’Arma corrono a casa sua Riccò del Golfo, nello Spezzino, ma, una volta sfondata la porta, si trovano davanti a una scena da film dell’orrore. Riversi a terra, in salotto, in una pozza di sangue ci sono i cadaveri di Saida Hammouda, 47 anni tunisina naturalizzata italiana, e del marito Hichem Ben Fattoum: 51 anni, anche lui tunisino da un ventennio nel nostro Paese. Poco distante, a terra, c’è ancora il coltello da cucina con cui l’uomo avrebbe prima assassinato la moglie con una decina di fendenti al corpo e, poi, si è tolto la vita con tre coltellate al petto. Lui, per anni operaio edile e ora in un cantiere navale, lo scorso aprile aveva ricevuto un divieto di avvicinamento sia alla sua famiglia sia all’appartamento dove vivevano. La moglie lo aveva denunciato per maltrattamenti. Un divieto che l’omicida ha ritenuto carta straccia.

Lo choc 

«Sono davvero sconvolto e provato da questa tragedia — dice al Corriere il sindaco Loris Figoli — perché ho seguito la signora Salba sin dal 2014 quando arrivò nella nostra comunità. Mese dopo mese l’ho vista integrarsi bene, pur nel rispetto della sua fede musulmana». Un percorso che nel 2022 si completa con l’ottenimento della cittadinanza italiana. «Quel Natale fu una grande gioia consegnargliela — ricorda il primo cittadino — perché significava che si stava emancipando sempre più». 

Chi era

In paese la descrivono come una donna operosa che si arrangiava con mille lavoretti e una mamma amorevole e attenta alla crescita dei due figli: il maggiore di 17 e una ragazza di 13, entrambi studenti, nati in Liguria. «Sono in carica da dieci anni e, sin da subito, li abbiamo sostenuti con un percorso socio-economico — prosegue Figoli — assegnandogli una foresteria comunale sin quando poi gli è stata data una casa popolare regionale dove purtroppo è avvenuta la tragedia». La donna non ha mai manifestato di vivere in un clima di terrore prima della denuncia dello scorso aprile. «Sembrava una coppia felice — spiega il sindaco — ma non ci saremmo mai potuti accorgere di eventuali segni di maltrattamenti perché anche d’estate vestiva alla musulmana. Teneva solo il volto scoperto per cui non avremmo potuto accorgerci di nulla». 

La denuncia

Lei era molto ben voluta da tutti e anche dai genitori dei compagni di scuola dei figli. In paese qualcuno vocifera che in passato la coppia aveva avuto qualche dissidio per l’educazione dei figli ritenuta da lui troppo occidentale. Ciò che è certo è che «la prima segnalazione al Comune è avvenuta un mese fa quando c’è stato un pestaggio da parte del marito e prima di allora sembrava una coppia felice ma, da quel momenti,  i nostri servizi sociali comunali sono intervenuti subito e io stesso sono andato a parlarle personalmente ma ho visto che i suoi figli, perfettamente integrati in paese, erano al suo fianco», argomenta il sindaco che in passato aveva avuto qualche divergenza con il 51enne. «Esibiva una cultura diversa dalla nostra specialmente rispetto al ruolo della donna nella società — aggiunge — e anche con i dipendenti comunali aveva avuto un atteggiamento che non mi era piaciuto. Malgrado ciò, lei non aveva esitato a scattarsi una foto con me quando le consegnai la cittadinanza insieme a un mazzo di fiori: era felice e orgogliosa di essere diventata italiana. È stata una donna che sapeva dove stava andando e aveva accompagnato i figli in quella direzione tanto che, dopo la denuncia al marito, li aveva avuti al suo fianco».

La solidarietà 

Subito dopo che si è sparsa la notizia della tragedia è scattata una gara di solidarietà verso i due orfani minorenni. «Ho ricevuto una valanga di telefonate dei miei concittadini – conclude il sindaco Loris Figoli – che mi hanno commosso. Loro ora qui in Italia hanno solo una sorella della madre. Mi sto attivando per capire quali saranno le procedure da intraprendere per tutelarli nel migliore dei modi». 



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www.corriere.it
2024-05-20 19:08:16 ,

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