è stato trasferito in una prigione a 2.000 chilometri da Mosca- Corriere.it

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Alexei Navalny, il più noto tra gli oppositori di Vladimir Putin, è stato trasferito in una colonia penale in una regione artica della Russia settentrionale. Lo ha riferito oggi, 25 dicembre, la sua portavoce Kira Yarmysh con un post su X/Twitter in cui precisa che «Alexei sta bene». Da più di due settimane i suoi collaboratori non avevano più notizie di dove si trovasse. Navalny è stato rintracciato nella colonia penale IK-3 a Kharp, nella regione autonoma dello Jamalo-Nenec, circa 1.900 km a nord-est di Mosca.

La città si trova nelle vicinanze di Vorkuta, le cui miniere di carbone facevano parte di uno dei più famigerati campi di lavoro del sistema di gulag sovietici. Il suo avvocato è riuscito a vederlo per un colloquio questa mattina. Leonid Volkov, tra i più stretti alleati di Navalny, ha commentato: «È il posto più isolato al mondo. È quasi impossibile raggiungere quella colonia penale, è quasi impossibile persino inviare lettere lì».

I collaboratori dell’oppositore, che si stavano preparando per il suo previsto trasferimento in una colonia a «regime speciale» — il grado più duro nel sistema carcerario russo —, hanno detto che i suoi avvocati non riuscivano a contattarlo dal 6 dicembre e hanno lanciato l’allarme sulla sua sorte. «Molte grazie ai nostri sostenitori, agli attivisti, ai giornalisti e ai media che sono preoccupati per la sorte di Alexei e che non si stancano di scrivere sulla situazione», ha scritto, sempre su X, l’avvocato di Navalny, Ivan Zhdanov.

«L’abbiamo trovato», esordisce il legale nel suo post. E racconta che «in dall’inizio era chiaro che le autorità volevano isolare Alexei, soprattutto prima delle elezioni». Poi aggiunge che lui e i suoi collaboratori hanno inviato 618 richieste di informazioni sulla nuova colonia dove è stato trasferito Navalny, che era detenuto in una colonia penale a 235 km (145 miglia) a est di Mosca. Le autorità, sostiene, gli hanno fornito più d’una volta informazioni false. Poi conclude: «La situazione di Alexei è un chiaro esempio di come il sistema tratta i prigionieri politici, cercando di isolarli e reprimerli. Ma noi continuiamo nella nostra lotta. Grazie. Libertà per Navalny».



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www.corriere.it
2023-12-25 15:11:15 ,

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