Elezione Presidente della Repubblica, la diretta del voto: i sette nomi in corsa, da Severino a Draghi, al Mattarella bis

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Sarà una donna il 13esimo presidente della Repubblica? Dopo sei fumate nere, la settima votazione è iniziata alle 9.30 di sabato 29 gennaio. Se, come emerso, non si dovesse eleggere il nuovo Capo dello Stato (il quorum è fissato a 505 preferenze, la maggioranza assoluta) ne è prevista un’altra nel pomeriggio, alle 16,30. Dopo una giornata convulsa come quella di ieri, dove è stato registrato il flop di Elisabetta Casellati, la presidente del Sentato lanciata, e bruciata, dalla Lega di Matteo Salvini e sostenuta da Fratelli d’Italia e meno dal suo partito, Forza Italia, i nomi in lizza per succedere a Sergio Mattarella, che ha ottenuto numerosi voti (oltre 300) nel sesto scrutinio, sono diversi. Ma tra veti incrociati e il timore di tornare subito alle urne, il rischio di un nuovo impasse è dietro l’angolo.

Le ipotesi in campo femminili e maschili

L’asse Salvini-Conte, con l’appoggio di Giorgia Meloni, sarebbe favorevole all’elezione di Elisabetta Belloni, a capo degli 007 italiani. Considerata da leader della Lega una “donna in gamba“, la Belloni è gradita anche da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle con Grillo che addirittura lancia un tweet di buon augurio (“Benvenuta Signora Italia, ti aspettavamo da tempo”). La posizione del Pd nei confronti della Belloni appare tuttavia scettica. A bocciarla, invece, ci hanno pensato Forza Italia di Silvio Berlusconi (che ha poi annunciato totale autonomia, sganciandosi da Lega e Fli), Italia Viva di Matteo Renzi e Liberi e Uguali del ministro Roberto Speranza che la considerano non idonea per il ruolo che attualmente ricopre a capo dei servizi segreti. Le alternative femminili possibili (Conte ha dichiarato che di donne ce ne sono “almeno due, solide e super partes”) potrebbero essere l’ex ministra della Giustizia Paola Severino e l’attuale guardasigilli Marta Cartabia. La prima poco gradita a Forza Italia, la seconda al partito pentastellato.

Ma non è da escludere che l’ennesimo annuncio di Salvini si riveli un flop. Restano così ancora in corsa l’attuale premier Mario Draghi, Pier Ferdinando Casini, Giuliano Amato e, l’attuale inquilino del Quirinale, Sergio Mattarella, nome sul quale sta lavorando il Pd.

La diretta della sesta giornata

o9.45 – Casellati assente nel corso della settima votazione. La presidente del Senato, dopo la batosta di ieri, non è presente alla Camera al fianco del presidente Roberto Fico. Non è escluso che arrivi nel corso della giornata.

09:40 – Al via settimo scrutinio. La maggioranza è fissata a quota 505.

09:34 – Forza Italia verso l’astensione in vista della settima votazione. Dopo anche quanto annunciato dal Movimento 5 Stelle, si va verso una nuova fumata nera. Decisiva potrebbe rivelarsi lo scrutinio, l’ottavo, in programma nel pomeriggio.

09:24 – L’unione dei centristi, che spingono per un candidato politico, ovvero Pier Ferdinando Casini, vale più di 180 grandi elettori. Nella notte il vertice tra Forza Italia (Antonio Tajani), Udc (Lorenzo Cesa), Noi per l’Italia (Maurizio Lupi) e Coraggio Italia (Giovanni Toti).

09:17 –  “Astensione o scheda bianca“: sono le indicazioni per i grandi elettori M5s arrivate in occasione dell’assemblea congiunta riunita questa mattina prima delle 9.

09:07 – Occhio alle parole di Enrico Letta sull’ipotesi, in crescita, di un Mattarella bis: “Proveremo a trovare intesa, dopo di che c’è la saggezza del Parlamento e assecondare la saggezza del Parlamento credo sia anche questa democrazia”.

09:05 – Ipotesi fumata nera con nuove schede bianche “per dare tempo a una candidatura condivisa” ha ipotizzato sempre Salvini. “La priorità è eleggere insieme rapidamente un Presidente all’altezza. Io un nome in testa, anzi tre, li avrei“.

09:04 – Sul 13esimo presidente della Repubblica donna, Salvini risponde così alla domanda: “C’è già un accordo di maggioranza su un presidente della Repubblica donna o è un auspicio? “No, è un auspicio. Io continuo a lavorare per questo perché sarebbe un bellissimo segnale, quando tutti fanno convegni sulla disuguaglianza di genere, sulla disparità di trattamento, sulla difficoltà di essere mamma e lavoratrice, sul fatto che a livelli apicali ci siano poche donne. C’è da eleggere la prima carica dello Stato. Sarebbe bello, se ci fosse un profilo valido, a parità di meriti che ci fosse una donna”.

09:02 – Sta per riunirsi a Montecitorio un conclave dei leader della maggioranza “per una candidatura condivisa” ha confermato ai microfoni Rai3 di Agorà week end Salvini arrivando a Montecitorio. Il vertice è con Conte, Letta, Speranza, Tajani, Toti, Lupi e Cesa.

08:50 – Così Matteo Salvini all’arrivo a Montecitorio: “Alle 9.30 vi asterrete se non c’è un nome condiviso? “Sì, i voti a caso non fanno fare bella figura al Parlamento”.

08:43 – La rosa dei nomi di Enrico Letta. Il segretario dem,  secondo quanto riferito da fonti del Nazareno, nel corso dell’assemblea con i grandi elettori del Pd in corso alla Camera ha spiegato: “Si e’ ragionato di vari nomi, tanti, dal nome di Draghi, a Mattarella, la Cartabia, la Severino, la Belloni e gli altri come Amato e Casini. Attorno a tutti questi nomi si è cominciato a discutere. Poi ciascuno ha fatto delle verifiche a abitazione sua”. Poi ha aggiunto in merito alla frizioni tra Forza Italia e gli ex alleati di Lega e Fratelli d’Italia: “Oggi si riparte con un metodo di confronto caratterizzato da un elemento in più: il centrodestra si è formalmente spaccato. Politicamente è un punto essenziale. Ieri grande successo nostro la mattina. Vi ringrazio perché siete stati eccezionali nel fidarvi della tattica. E’ stata una vittoria che ci ha consentito di tornare alla casella di partenza”.

08:41 – “So quello che scrivo io”, così il ministro dello Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti a SkyTg24 prima di entrare in Montecitorio.

03:00 – Un vertice dei partiti di maggioranza è in programma prima delle 9.30, quando si inizierà a votare. “Ho chiesto che domattina le forze di governo si siedano ad un tavolo” perché è fondamentale che non si spacchi la maggioranza sul Quirinale” ha fatto sapere Enrico Letta, lasciando Montecitorio. Inoltre il segretario del Pd “è necessario tenere conto della novità” relativa “alla decisione di Forza Italia di procedere in maniera autonoma rispetto al resto del centrodestra” sulle trattative per il Quirinale.

02:00 – Per Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera, quella di Pierferdinando Casini “potrebbe essere un’ipotesi. Sicuramente quello di Casini è un nome autorevole e forte. Noi abbiamo sempre detto che Casini e Draghi sono nomi assolutamente forti così come quelli di Amato o Severino, nomi condivisibili e sui quali si può discutere”.

00:30 – “No a Belloni presidente della Repubblica”, dopo la Casellati salta anche capo servizi segreti





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