Ero malata, mi disse che non le importava

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Aumentano con il passare dei giorni le testimonianze degli studenti che accusano la docente Sabina Tuzzo di averli vessati, umiliati e maltrattati durante le sessioni d’esame presso l’Università del Salento. Parla una delle giovani laureande: “Mi disse che della mia salute non le importava”

Per superare l’esame di Lingua e letteratura latina ha perfino messo a rischio la vita fino a svenire davanti alla docente Sabina Tuzzo, sospesa per 4 mesi dopo essere stata accusata di vessazioni e umiliazioni nei confronti degli studenti. La studentessa ha raccontato al Corriere della Sera le esperienze terribili vissute durante gli esami all’UniSalento. A causa delle continue bocciature e delle ripercussioni psicologiche di quanto accaduto, la giovane ha dovuto rimandare la laurea di un anno.

La studentessa ha raccontato di aver dovuto sostenere un appello d’esame anche se in quel momento era gravemente malata. La 25enne brindisina avrebbe provato più volte a far valere il suo certificato medico, spiegando di combattere contro un’importante patologia da quando aveva almeno dieci anni. “Mi detto che dei miei problemi di salute non le importava” ha raccontato la ragazza durante l’intervista.

La docente è stata accusata già a febbraio in una lettera dell’Udu indirizzata al rettore Fabio Pollice e al ministro dell’Istruzione e della Ricerca, di vessare continuamente gli studenti durante gli esami e di permettere al marito di continuare a interrogare anche se in pensione. All’insegnante sarà sospesa dal primo luglio anche la retribuzione per 4 mesi. Dopo la lettera recapitata al rettore, il numero degli studenti che hanno voluto denunciare e raccontare la propria storia è aumentato.

“Ho scelto l’anonimato – racconta la 25enne intervistata – solo per privacy, ho certificato tutto al Consiglio di disciplina. Ho sostenuto l’esame 4 volte, avevo la tesi già scritta. Al primo appello, nell’estate del 2021, ho dovuto ritirarmi. La professoressa aveva iniziato a gridare perché non avevo condiviso subito lo schermo del pc da remoto. Quando ci sono riuscita mi ha chiesto di mettermi spalle al muro, lontano dal computer, ma ha ricominciato a sbraitare quando le ho detto che in quel modo non riuscivo a leggere lo schermo. Era impossibile continuare”.

Anche il secondo tentativo è finito con una bocciatura dopo aver chiesto di anticipare l’esame per svolgere alcuni accertamenti clinici. “L’insegnante ha accettato. L’esame è durato 30 minuti, io sono stata impeccabile. Dopo un po’ lei mi ha accusato di ricevere suggerimenti dalle cuffie che indossavo. Ha iniziato a urlare e insultarmi. Le ho detto che avendo problemi di salute seri, fregarla era l’ultimo dei miei pensieri e lei mi risposto che della mia salute non le importava niente. Quando mi ha bocciata io l’ho mandata quel paese e ho chiuso il pc”. Dopo quell’esperienza, i genitori della 25enne hanno provato a incontrare il rettore per raccontare la situazione. Secondo i familiari della vittima, lui promise aiuto, “ma poi, come sempre succede in questi casi, è sparito”.

La terza volta, quindi, la studentessa ha dovuto presentarsi di persona in aula. La docente si era rifiutata di farle svolgere l’esame online nonostante la patologia autoimmune della quale la 25enne soffre dall’età di 10 anni. “Per sostenere l’esame voleva le scuse scritte di mia madre. A suo dire era stata lei a mandarla a quel paese, ma non era in dimora quel giorno. Mia madre gliele ha fatte comunque, voleva solo farmi fare l’esame. Nonostante questo, la prof ha voluto che mi presentassi di persona in aula. Io ci sono andata, ma sono svenuta dopo 5 minuti. Solo allora ha capito la gravità della cosa e si è scusata con la mia famiglia. Dopo qualche giorno ho superato l’esame con 25”.

Stando al racconto, dopo lo svenimento la docente si è giustificata dicendo di “non aver mai creduto alla malattia della ragazza” e di aver compreso solo davanti al mancamento la gravità della situazione, anche se la 25enne aveva presentato più di un certificato medico. “Mi sono sentita mortificata e umiliata, sono stata costretta a farmi seguire da uno psicologo. La cosa che mi ha fatto più male è stata la frase sulla mia salute, penso che nella vita ci voglia umanità e rispetto. Ora provo vergogna per lei”.





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di Gabriella Mazzeo
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2023-06-29 21:08:21 ,

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