Il migliore dei mondi non esiste

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Quando ci si rende conto che il decennio che viene “cancellato” dalla storia di Il migliore dei mondi, cioè quello successivo al 1999, è anche quello in cui Maccio Capatonda stesso è emerso. Quando si realizza che la possibilità che una personalità come quella di Maccio Capatonda, fuori da tutto, fuori da ogni schema e ogni “scuola”, sia emersa è principalmente dovuta alle tecnologie di produzione digitali (ad esempio: lui è il montatore di se stesso solo perché esistono i software di montaggio digitali), allora si comincia anche a notare come tutto il film sia pieno di cameo di personalità emerse con internet, da Luca Vecchi dei ThePills (ma anche Luigi Di Capua ha contribuito al film nonostante non compaia) a Federica Cacciola (per anni interprete del personaggio Martina Dall’Ombra) fino a uno stand up comedian che come molti cementa il proprio successo online e ha uno dei podcast più seguiti come Stefano Rapone, e che si tovano tutti nel mondo alternativo, non nel nostro.

Il migliore dei mondi è per molti versi una critica del presente e della deriva dell’elettronica di consumo (è un film di Prime Video, che sarà visto in casa, e tutte le volte che viene dato un ordine ad Alexa nel film, si attiverà anche quella nelle case di chi ne possiede una, e non è un caso) ma è fatto con l’intento opposto. Nonostante per il protagonista vivere in un mondo retrodatato tecnologicamente sia una maniera per migliorare, per superare un blocco e per vivere a pieno invece che in parte la propria vita, è anche chiaro che quel mondo è una dittatura, che Maccio Capatonda è forse il nostro autore/attore/cineasta più innamorato della tecnologia (anche quello che gli deve di più), e che questo film, come tutti i migliori film, esprime un’idea e il suo contrario per cercare di capire qualcosa invece che insegnarla.



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di Gabriele Niola www.wired.it 2023-11-18 12:53:24 ,

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