Intelligenza artificiale, la Germania investe un miliardo

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La ministra federale dell’istruzione e della ricerca della Germania, Bettina Stark-Watzinger, ha annunciato il piano per l’intelligenza artificiale. Nei prossimi due anni il governo di Berlino prevede di stanziare quasi un miliardo di euro al fine di chiudere il gap che separa la ricerche scientifica e tecnologica tedesca da quella cinese e statunitense. Nello specifico, i soldi serviranno a favorire lo sviluppo e la commercializzazione di tecnologie di intelligenza artificiale.

Secondo l’agenzia di stampa britannica Reuters, l’obiettivo molto ambizioso sarebbe dovuto in parte alla recessione che l’economia di Berlino sta vivendo a causa del cambio sempre più radicale dei settori in cui ha storicamente primeggiato, affossati dai costi dell’energia e scalzati dal mercato delle auto elettriche.

Dal punto di vista pratico Berlino prevede di istituire 150 laboratori universitari, così come di aumentare il numero di data center sul territorio tedesco e rendere accessibili dataset pubblici per l’addestramento di intelligenze artificiali. Inoltre, il numero di startup che si dedicano al business dell’intelligenza artificiale è raddoppiato nei primi mesi di quest’anno, facendo assestare la Germania al nono posto a livello globale.

Guardando alle cifre pubblicate in un report del 2022 dell’Università di Stanford, gli investimenti stanziati dal governo tedesco sono comunque molto più bassi rispetto a quelle degli Stati Uniti: 3,3 miliardi di dollari. Denari, questi, che arrivano però anche da privati: sempre secondo il report dell’università statunitense la Cina ha raggiunto quota 13,4 miliardi di dollari, un quarto rispetto ai 47,4 miliardi di dollari arrivati a Washington nel 2022. Il doppio della spesa totale europea nel settore dell’intelligenza artificiale.

Arriva l’Ai Act

Il quadro legislativo già presente in Europa, e che si andrà a configurare in maniera più netta nei prossimi mesi attraverso l’Ai act, è comunque decisamente diverso rispetto a quello degli altri continenti. Per lo sviluppo di intelligenza artificiale la Germania dovrà necessariamente guardare a questioni come la privacy e la sicurezza degli utenti che poi la utilizzeranno. Lo sviluppo degli algoritmi in Europa potrebbero dunque avere un vantaggio competitivo rispetto a quelli creati altrove. La ministra ha dichiarato a Reuters che l’intelligenza artificiale europea è “comprensibile, affidabile e trasparente”.

Stark-Watzinger ha poi aggiunto che regolamentazioni più snelle e semplici favorirebbero un aumento della spesa privata per la ricerca, ma ormai il percorso normativo europeo in questo settore è sotto i riflettori di tutto il mondo e va nella direzione opposta. Il continente europeo è considerato infatti il più importante attore in termini di regolamentazione dell’intelligenza artificiale, destinato a spianare la strada anche ad altri paesi che non hanno ancora legiferato in merito.



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di Laura Carrer www.wired.it 2023-08-24 10:28:17 ,

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