La matematica scopre un modo per piastrellare un muro infinito senza lasciare spazi scoperti

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 Qui potete anche accedere al sito dedicato allo studio.

Qui potete giocare un po’ con il poligono e anche qui 

Se ancora non ci siamo (la matematica non solo non è un’opinione, ma è anche tosta), ecco il video postato su YouTube da uno degli autori del paper.

Contro natura (anzi, no)

Il termine esatto per descrivere tutto questo è “aperiodic monotile‘ (mono, singolo e tile, piastrella). Una forma singola che può coprire uno spazio bidimensionale con uno schema che non si ripete mai esattamente. E fino a oggi era impensabile poterlo ottenere. Il poligono irregolare di 13 lati di cui abbiamo appena parlato, però, ha risolto l’enigma andando, in un certo senso, contro la natura che solitamente si sviluppa su forme perfettamente simmetriche e regolari: sono infatti quelle che richiedono meno energia per realizzarle e anche le più comuni. Un esempio? Quello dei cristalli dei minerali: a livello macroscopico, infatti, non sono altro che la ripetizione di forme identiche e simmetriche che si ripetono a livello microscopico. Ma uno scienziato, Daniel Shechtman, ha osservato per la prima volta il fatto che alcuni cristalli avessero una struttura sì ordinata, ma che non si ripete in modo periodico. La scoperta, che risale al 1982, è stata per anni estremamente controversa, ma gli ha fatto vincere il Nobel per la Chimica nel 2011.



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di Daniele Polidoro www.wired.it 2023-03-23 15:51:21 ,

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