La villa di Torre del Greco in mano ai privati, spunta una «autorizzazione» dell’assessore – Metropolisweb

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Giostre a pagamento nel parco d’Acquisto, proroga dopo proroga l’associazione Michele Sasso gestirà l’area fino a settembre

Torre del Greco. L’affidamento ai privati della villa intitolata al vicebrigadiere Salvo D’Acquisto è stato «autorizzato» direttamente dall’assessore ai parchi e ai giardini Cinzia Mirabella. A 10 giorni dalle polemiche sollevate dall’opposizione di palazzo Baronale – accompagnate da una serie di richieste ufficiali sul «funzionamento» dell’unico polmone verde della periferia cittadina – spunta una nota destinata a scatenare ulteriori veleni politici (e non solo) all’ombra del Vesuvio. Perché la decisione di lasciare la gestione del parco a ridosso all’associazione monsignor Michele Sasso sarebbe «squisitamente» politica, con buona pace dei regolamenti comunali.

Il sopralluogo

Tutto nasce dal sopralluogo effettuato a villa Salvo D’Acquisto dalla «minoranza attiva» del consiglio comunale: durante l’ispezione all’interno del parco pubblico,  i quattro esponenti dell’opposizione – il soldato Luigi Caldarola, Vittorio Guarino e i pentastellati Vincenzo Salerno e Santa Borriello – rilevarono una serie di «anomalie» immediatamente denunciate al dirigente del settore tutela dell’ambiente e ecologia del Comune. A partire dalla «presenza di un operatore economico esercitante l’attività di giostraio» arrivato perfino a installare un chiosco-bar per gli avventori della villa: «Non abbiamo riscontrato atti pubblici per autorizzare le attività su spazi verdi e comuni – sottolinearono i consiglieri comunali di minoranza – e siamo preoccupati per la sicurezza dell’area e degli eventuali fruitori delle giostre». Di qui, la decisione di scrivere a sindaco e assessore al ramo per chiedere «di verificare la legittimità della situazione e, in assenza delle necessaria autorizzazioni, provvedere al ripristino del corretto utilizzo della villa Salvo D’Acquisto e della legalità».

La villa di Torre del Greco in mano ai privati, spunta una «autorizzazione» dell'assessore

La nota di aprile

Le risposte ai dubbi dell’opposizione sono arrivate a metà settimana. E sono, se possibile, peggiori  del previsto. Perché il parco pubblico del quartiere Sant’Antonio è stato tacitamente «privatizzato» partendo da un’autorizzazione temporanea all’utilizzo per un solo mese della villa comunale durante il periodo natalizio poi prorogata prima a gennaio e poi a febbraio. Le prime due proroghe erano state autorizzate dall’assessore alla cultura Enrico Pensati – riferimento in giunta del consigliere comunale Michele Langella, sostenitore dei mercatini di Natale – e «giustificate» con le carenze di personale dislocato presso la villa Salvo D’Acquisto. Ma il «colpo di grazia» alla gestione pubblica del parco di Sant’Antonio è arrivata a metà aprile, quando «l’assessore al verde pubblico professoressa Cinzia Mirabella trasmetteva nota con cui chiedeva di predisporre proroga all’autorizzazione dell’utilizzo della villa comunale Salvo D’Acquisto all’associazione monsignor Michele Sasso per il periodo dal 31 marzo 2022 del 30 settembre 2022». Proroga puntualmente arrivata per la felicità di giostrai e baristi privati.

Il nuovo affondo

Sulla base del «carteggio» con il settore ambiente e ecologia del Comune l’opposizione di palazzo Baronale ha già annunciato ulteriori iniziative per verificare la legittimità di un provvedimento che, aggirando regolamenti e avvisi pubblici, affida di fatto ai privati un bene pubblico per 10 mesi. Salvo ulteriori proroghe.

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Alberto Dortucci , 2022-05-22 11:41:01 ,

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