Lavrov: ‘Non faremo il primo passo per la pace. Von der Leyen sull’Italia? Non ricordo minacce simili’. Mosca inasprisce le pene per i disertori

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Un numero crescente di cittadini russi continua a cercare di lasciare il Paese da quando il presidente Vladimir Putin ha annunciato la mobilitazione di almeno 300mila soldati mercoledì scorso. La Bbc riferisce che al confine per entrare in Georgia c’è una coda di dieci chilometri e anche il traffico alla frontiera tra Finlandia e Russia è aumentato. Anche perché il presidente ha firmato un pacchetto di emendamenti al codice penale per il quale la diserzione o la mancata comparizione alla leva è punita con la reclusione da 5 a 10 anni. Coloro che si arrendono volontariamente al nemico dovranno affrontare una pena detentiva fino a 10 anni. Inoltre, 15 anni di detenzione sono previsti per la diserzione durante la mobilitazione o la legge marziale. Putin ha anche firmato una legge che facilita l’accesso alla nazionalità russa per i cittadini stranieri che servono nell’esercito. Intanto, il ministro degli esteri, Serghej Lavorv, torna ad attaccare l’Occidente: “A Washington c’è una dittatura e l’Europa è soggiogata – ha detto parlando all’Assemblea Generale dell’Onu – La diplomazia è sostituita da sanzioni illegali. Gli Usa e alleati non danno libertà a nessuno, non è democrazia”. Poi avverte che la Russia “non farà il primo passo” per mettere fine alla guerra. E interviene anche nella polemica sulle affermazioni di Ursula von der Leyen in vista del risultato delle votazioni in Italia: “Sta a loro rispondere, ma non ricordo minacce del genere da altri leader dell’Ue”.

Il capo della diplomazia russa ha poi dichiarato che “la russofobia dell’Occidente è senza precedenti. Invece del dialogo dobbiamo affrontare la disinformazione e le bugie dell’Occidente che minano la fiducia nelle leggi internazionali e nelle istituzioni internazionali”. E ha poi ribadito ciò che il Cremlino aveva già affermato nei giorni scorsi: “Adesso gli Stati Uniti sono parte del conflitto”.

Sul fronte operativo, un nuovo alto grado dell’esercito è stato rimosso da Mosca dopo le sconfitte sul campo di battaglia: il generale Dmitry Bulgakov, massimo responsabile della logistica, è stato sollevato dalle sue funzioni di viceministro della Difesa e sostituito dal generale Mikhail Mizintsev, ha fatto sapere il ministro della Difesa Serghej Shoigu. Mizintsev, soprannominato “il macellaio di Mariupol” e colpito da sanzioni occidentali, sarà “responsabile delle forniture materiali e tecniche delle forze armate”, mentre la Russia è nel pieno della campagna di mobilitazione. “Bulgakov – spiega una nota – è stato trasferito a un nuovo incarico”. E il presidente Zelensky attacca Israele: “Vende armi in tutto il mondo, ma si è rifiutato di aiutarci”.

Intano continua, tra minacce e intimidazioni per costringere i residenti al voto, il referendum per l’annessione delle zone occupate alla Russia: le votazioni si concluderanno il 27 settembre ed interessano le regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, sotto il controllo parziale o totale delle forze russe. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rinnovato la richiesta al mondo di non riconoscerne il risultato. Un appello a cui hanno già risposto positivamente i leader del G7. E sabato il presidente americano Joe Biden ha assicurato che gli Stati Uniti e gli alleati imporranno nuove sanzioni economiche “rapide e severe alla Russia” se annetterà territori in Ucraina: “I referendum sono una farsa, un falso pretesto per tentare di annettere parti dell’Ucraina in flagrante violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”. E ancora: “Sono al fianco dei nostri partner in tutto il mondo e di ogni nazione che rispetta i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite nel respingere qualsiasi risultato inventato che la Russia annuncerà”.

Anche la Turchia ha fatto sapere che non riconoscerà l’esito del voto del referendum russo: lo ha affermato il portavoce della presidenza turca Ibrahim Kalin, come riferisce Ukrinform citando la CNN Türk.”Non riteniamo corretti i tentativi di referendum unilaterale, poiché non abbiamo riconosciuto il referendum in Crimea nel 2014 e il suo risultato, la nostra posizione su tali referendum è chiara. Riconosciamo l’integrità territoriale del popolo e dello stato ucraini. Stiamo con l’Ucraina”, ha detto Kalin. Nelle scorse ore, in una dichiarazione congiunta, anche i Paesi del G7 avevano invitato “tutti gli Stati a respingere inequivocabilmente questi referendum fittizi”, “simulacri” che “non hanno né effetti né legittimità”. “È impossibile votare contro il referendum di annessione alla Russia, perché uomini armati controllano quello che scrivono le persone. Dopodiché, i russi rilasciano passaporti agli uomini e inviano immediatamente convocazioni di leva per unirsi all’esercito della Federazione”, ha fatto sapere il ministero della Difesa ucraina citato da Unian.

Intanto in Russia continua la fuga dei coscritti e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha detto che l’Unione Europea dovrebbe mostrare “apertura a quelli che non vogliono essere strumentalizzati dal Cremlino”. “In linea di principio, penso che l’Unione europea dovrebbe ospitare quelli che sono in pericolo a causa delle loro opinioni politiche”, ha detto in un’intervista a Politico a margine della riunione delle Nazioni Unite a New York. “Se in Russia le persone sono in pericolo a causa delle loro opinioni politiche, perché non seguono questa folle decisione del Cremlino di lanciare questa guerra in Ucraina, dobbiamo tenerne conto”, ha dichiarato Michel.

Anche nella regione occupata di Zaporizhzhia e nell’oblast di Kherson agli uomini che hanno ricevuto passaporti della Federazione sta arrivando la notifica di convocazione per la mobilitazione annunciata da Vladimir Putin, fa sapere lo Stato maggiore ucraino su Facebook: “Nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, le autorità di occupazione hanno iniziato a notificare convocazioni di leva agli uomini in età da coscrizione che hanno rinunciato alla cittadinanza ucraina e hanno ricevuto passaporti della Federazione Russa”. Il ministero della Difesa ucraino ha aggiunto che “i militari delle forze di occupazione russe Proseguono a commettere azioni illegali contro la gente civile, Proseguono con i saccheggi e svendono proprietà di cittadini ucraini”.

La tensione rimane alle stelle, tanto che l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, ha invitato a non sottovalutare la minaccia nucleare di Putin: “È certamente un momento pericoloso perché l’esercito russo è stato messo all’angolo e la reazione di Putin che minaccia di usare armi nucleari è molto grave. Quando le persone dicono che non è un bluff, bisogna prenderle sul serio“.

Da parte sua, Zelensky si appella alle forze straniere per richiedere ancora sostegno militare per riconquistare il maggior numero possibile di aree occupate dai russi. Poi si scaglia contro Israele, colpevole di non aver fornito alcun appoggio alla causa di Kiev: “Israele non ci ha dato nulla. Zero – ha detto a TG5 Monde – Capisco che siano in una posizione difficile con la Siria e con la Russia”, ha detto il leader di Kiev ricordando come lo Stato ebraico abbia fornito aiuti umanitari, ma abbia rifiutato tutte le richieste di armi, in particolare di sistemi antiaerei di cui, ha detto Zelensky, l’Ucraina ha disperatamente bisogno per mettersi al riparo dai raid russi. “L’opinione pubblica israeliana – ha poi aggiunto – non è per niente così e penso che ci sostenga. Non accuso i suoi dirigenti. Ma i fatti sono questi. Ci sono state discussioni con i dirigenti israeliani e ciò non ha aiutato l’Ucraina. Invece si può osservare l’influenza della Russia in Israele, che considero uno Stato indipendente. Mi dispiace che i mezzi di difesa antiaerea di cui abbiamo bisogno non siano stati consegnati. Voglio essere chiaro, questo mi sciocca perché nello stesso momento Israele esporta i suoi armamenti in altri Paesi”.

Questa mattina all’alba a Zaporizhzhia c’è stato un altro attacco russo: secondo quanto riferiscono i media ucraini, altre sette persone sono rimaste ferite, anche gravemente, nell’edificio residenziale colpito da un missile. “A seguito di un attacco nemico a Zaporizhzhia, un edificio residenziale è stato danneggiato. Ci sono vittime”, ha scritto su Telegram il sindaco ad interim Anatoliy Kurtiev. Sul luogo del raid sono al lavoro i servizi di emergenza sanitaria. Ieri, sempre a causa dei bombardamenti russi, le infrastrutture civili della città sono state danneggiate e sono state “segnalate altre vittime”, come riferiscono fonti ucraine.



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di F. Q.
www.ilfattoquotidiano.it
2022-09-24 19:19:18 ,

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