Luna, l’India è sbarcata sul satellite: successo per Chandrayaan-3

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Pragyan, con APXS (Alha Particle X-Ray Spectrometer), dovrà invece studiare la composizione chimica e mineralogica della superfice selenica e, con LIBS (Laser Induced Breakdown Spectroscope), analizzare le rocce alla ricerca di elementi come manganese, alluminio, titanio, ferro e silicio.

La missione dei due veicoli dovrebbe concludersi nella prima metà di settembre, visto che il giorno lunare, iniziato il 21 agosto, concederà non più di dodici giorni di vita operativa, oltre i quali Vikram e Pragyan, capaci di produrre rispettivamente 738 e 50 W di potenza elettrica, non avranno più alimentazione.

L’importanza dello spazio per l’India

Rilevante per l’esplorazione spaziale tout-court, il successo di Chandrayaan-3 è di portata storica per l’India. Il popolo e il governo indiani sono molto orgogliosi del crescente programma spaziale nazionale e il fallimento di Luna 25 – cui prima del decollo l’India aveva formalmente rivolto, ricambiata, i migliori auguri – evidenzia con maggiore risalto i risultati tecnologici della nazione più popolosa al mondo.

Una foto della Luna scattata pochi giorni fa dalla missione Chandrayaan-3 (foto: Isro)

Oltre a testimoniare il rinnovato (e globale) interesse per l’esplorazione selenica, cui l’India partecipa anche grazie alla non scontata sottoscrizione degli Artemis Accords avvenuta in palese contrasto con la Cina lo scorso giugno, Chandrayaan-3 è il frutto della volontà di fare, dello spazio, un volano e lo specchio della crescente importanza politico-economica del Paese.

Non è un caso, a inizio luglio, l’Hotel Taj West End di Bangalore abbia ospitato il G20 Space Economy Leaders Meeting. E non solo perché l’India è una delle maggiori potenze spaziali d’Asia; a fine aprile il Paese si è dotato di una nuova politica per lo spazio, undici pagine – intitolate semplicemente India Space Policy 2023 – che sostanziano il cambio epocale nell’approccio al settore inaugurato nel 2020 e disciplinano, aprendo definitivamente il settore all’iniziativa privata, l’ingresso nel mercato della new space economy (se ne scriveva qui in maggiore dettaglio). Con l’obbiettivo, non dichiarato ma evidente, di portare l’India a più che quadruplicare la sua fetta della space economy mondiale, facendola crescere dal 2% al 9% entro il 2030.

Un traguardo che Chandrayaan-3 rivendica come raggiungibile.



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di Emilio Cozzi www.wired.it 2023-08-23 12:33:59 ,

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