Messina Denaro, ecco il covo del latitante: il salotto col poster del Padrino e una stanza per allenarsi

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Nel covo della primula rossa, i carabinieri sono rimasti per giorni: hanno sequestrato tante carte interessanti e anche una pistola. Non era il rifugio di un mafioso in pensione, alle prese con la chemioterapia, ma la base di un capo in piena operatività. Matteo Messina Denaro, il padrino delle stragi e delle complicità, era sempre molto meticoloso. Nell’appartamento di via Cb 31 dove ha abitato fino a lunedì 16 gennaio, aveva una serie di carpette, in cui catalogava appunti e documenti. Sul comodino, aveva sempre il suo diario personale, dove annotava pure considerazioni sulle vicende della politica nazionale. Su un taccuino annotava invece entrate e uscite: per la sua vita da latitante aveva bisogno di diecimila euro al mese. Non rinunciava alla bella vita, il padrino. Fra ristoranti nel Trapanese e negozi di abbigliamento a Palermo. Nel covo di Campobello di Mazara era arrivato spostandosi di appena 450 metri, prima stava in via San Giovanni 260, da dove sarebbe stato fatto un trasloco nel mese di giugno.

Campobello, ritrovata una calibro 38 covo di Messina Denaro: gli agenti in vicolo San Vito





Oggi, i carabinieri hanno diffuso le prime immagini del covo. Mentre le indagini Proseguono, le indicazioni sequestrate sono già lo spunto per diversi filoni d’inchiesta, coordinati dal procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido. Indagini sui complici, a vario livello. Quelli che hanno aiutato Messina Denaro a curarsi; quelli che hanno contribuito a portare avanti tanti affari.

Lui aveva scelto di restare nel suo regno, attorniato dai fedelissimi. Nel salotto, aveva sistemato i suoi simboli: il leone, il poster del Padrino, un quadro col Joker. E poi, un televisore, una libreria con diversi libri. In un’altra stanza, una panca per allenarsi.



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[email protected] (Redazione Repubblica.it) , 2023-01-27 11:13:04 ,palermo.repubblica.it

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