Mostro di Loch Ness, al via la più grande caccia all’avvistamento degli ultimi 50 anni

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Il 22 agosto cade l’anniversario di quello che secondo la leggenda sarebbe il primo avvistamento del mostro di Loch Ness, la creatura che si cela sotto la superficie delle acque del lago scozzese. La storia di Nessie, il nome che è stato assegnato alla creatura, da sempre affascina gli appassionati di tutto il mondo, che accorrono sulle sponde del lago per provare ad avvistare l’animale mitologico.

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L’ha condiviso sui social il governatore del Veneto, Luca Zaia ma lo scatto non raffigura Nessie, ma un sottomarino giocattolo con una testa di serpente

Sulla scia di questo entusiasmo riservato alla creatura, nel weekend del 26 e 27 agosto 2023 ci sarà la più grande ricerca del mostro di Loch Ness mai oganizzata negli ultimi 50 anni. L’iniziativa è stata organizzata dal Loch Ness Centre, che si trova all’interno dell’hotel Drumnadrochit, dove lavorava come manager Aldie Mackay, la prima a riferire di aver avvistato la creatura e a dare il via alla diffusione del mito di Nessie, che si è perpretrato fino ai giorni nostri. La notizia dell’avvistamento era stato riportata dalla testata locale Inverness Courier, per poi diffondersi anche al di fuori dei confini nazionali. Negli anni sono stati moltissimi i riferimenti alla creatura che secondo la leggenda abiterebbe nelle profondità del lago.

I primi risalgono a circa 1500 anni fa: si racconta che il 22 agosto del 564 d. C., San Columba abbia avvistato il mostro di Loch Ness nell’intento di attaccare uno dei suoi seguaci che si trovava immerso nell’acqua del lago. Secondo il racconto, il suo discepolo si sarebbe poi salvato grazie all’intervento divino, invocato dal santo che aveva assistito alla scena. Nel 1934, quasi 90 anni fa, è poi spuntata anche una fotografia, realizzata da Robert Kenneth Wilson, in cui dalla superficie del lago emergono il capo del mostro di Loch Ness e il lungo collo. L’immagine si è poi rivelata essere un falso, ma è rimasta nell’immaginario comune come una delle rappresentazioni di Nessie, che da quel momento è stato da sempre rappresentato con le sembianze di un plesiosauro. Recentemente è stata avanzata l’ipotesi che dietro le apparizioni del mostro di Loch Ness ci fossero avvistamenti di anguille giganti che abitano le acque del lago. Nell’ambito dell’ultimo campionamento delle acque del lago, avvenuto nel 2018, era tata trovata una grande quantità del dna di anguilla europea. Tuttavia, uno studio pubblicato su Jmirx Bio ha smentito anche questa ipotesi.

La nuova ricerca del mostro di Loch Ness

L’archiviazione dell'”ipotesi anguilla” non ha scoraggiato le centinaia di appassionati che nel week end si troveranno sia dal vivo sia online per quella che viene considerata la più grande ricerca del mostro di Loch Ness negli ultimi 50 anni. I partecipanti dovranno scandagliare attentamente la superficie del lago per cogliere qualsiasi movimento che potrebbe ricondurre a Nessie. Per farlo, come si apprende dal Guardian, verranno impiegati strumenti tecnologici, come droni con telecamere a infrarossi e idrofoni.



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di Diana Principe www.wired.it 2023-08-22 10:29:14 ,

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