Mourinho, quando l’addio all’Inter gli costò 10 milioni – Calcio

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Sulle prime, Massimo Moratti rimase stupito dall’idea. Perché mai prevedere una clausola a favore del club, nel caso l’allenatore decida di lasciare? D’altra parte, fino all’ingaggio di José Mourinho, la storia della panchina nerazzurra era stata segnata dagli esoneri, non dagli addii volontari. Ma proprio questo era il punto. E alla fine i dirigenti dell’Inter riuscirono a convincere il presidente della bontà dell’operazione: visto che Mourinho pretendeva una clausola contrattuale che gli garantisse una buonuscita in caso di cacciata – com’era prassi in Premier League – aveva senso inserire in contratto una garanzia speculare a favore dell’Inter. Se l’allenatore avesse deciso di sua iniziativa di lasciare la Pinetina, come poi è successo, avrebbe dovuto corrispondere alla società nerazzurra una somma, commisurata al tempo di contratto residuo.

La clausola nel contratto con l’Inter

Correva l’anno 2008. A gestire la pratica furono Marco Branca, al tempo direttore sportivo, e Angelo Capellini, ancora oggi avvocato del club. Nell’impossibilità di dissuadere l’allenatore portoghese dalla pretesa della clausola in caso di esonero, inserirono in trattativa la contro-clausola, poi effettivamente attivata quando nel maggio 2010, dopo avere completato il Triplete nella notte di Madrid, Mourinho lasciò Milano per i Blancos. Il Real dovette così versare nelle casse del club milanese una decina di milioni per potere tesserare il nuovo allenatore con un contratto quadriennale, che non sarebbe poi stato onorato fino in fondo. I soldi furono trasferiti un po’ alla volta, nel corso di un anno.

Mourinho e Moratti ai tempi dell'Inter

Mourinho e Moratti ai tempi dell’Inter

 

Conte, 7 milioni per salutare l’Inter

La clausola inserita in contratto, e poi attuata dall’Inter, resta un’eccezione nella storia recente del calcio italiano. Negli ultimi anni è anzi successo più volte che allenatori di prima fascia lasciassero i club prima del tempo, pretendendo anche una buonuscita. In casa nerazzurra è successo con Antonio Conte, che nell’estate del 2021, fresco vincitore dello scudetto, lasciò Milano intascando oltre 7 milioni. E molti tecnici Proseguono a pretendere ricchissimi gettoni di saluto in caso di esonero. In questo, Mourinho è un esempio. Negli anni lo Special One ha staccato assegni importanti al momento dei saluti alle proprietà di Chelsea, Manchester United e Tottenham.



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