Napoli come Manchester City, Barcellona e Bayern: com’è difficile confermarsi al vertice – Calcio

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La fatica di rivincere sta spolpando i campioni in carica. Li scarica. Il Napoli è dentro un abisso di 17 punti in meno, prima dominava e adesso tartaglia: è così involuto che non sembra neanche una squadra in crisi ma una squadra debole, che è assai più inquietante. Il caso napoletano è il più eclatante, ma chi immaginava di trovare il City del doppio triplete (tre titoli la stagione passata, tre campionati di fila) annaspare al quarto posto? Ha dovuto sudare per battere in rimonta il Luton, terzultimo in classifica, ma nel frattempo ha perso per infortunio Haaland, oltre all’essenziale De Bruyne. E intanto gli altri (Liverpool, Arsenal, West Ham) viaggiano più speditamente, nonostante l’inferiore dotazione di talento.

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Il tonfo del Bayern (nonostante Kane)

Il Bayern di campionati di fila ne ha vinti 11 mentre ora si barcamena tra Leverkusen e Stoccarda, che per sua fortuna ieri hanno pareggiato tra loro consentendo ai bavaresi di rimanere a contatto (sono a -4 dalle “aspirine” con una gara in meno). Anche in questa stagione, partita sbandierando il progetto Tuchel e dopo una campagna acquisti sontuosa (Kane, Kim, Guerreiro), il Bayern è vittima dell’incostanza che ogni tanto lo scoperchia: l’ultima Bundesliga l’ha vinta perché l’ha persa il Borussia, ora resta in alto per via del suo incommensurabile patrimonio tecnico (nessuno sta segnando quanto Kane, già a quota 22) ma chi lo precede gioca meglio, ha maggiore armonia. Sabato ha perso 5-1 con l’Eintracht ed è già uscito dalla Coppa di Germania per mano di una squadra di terza serie.

Girona meglio del Barcellona

Anche il Barcellona, superato ieri in casa dal Girona capolista, sta stentando a difendere il suo titolo, ma è già molto che riesca a rimanere in alto con i problemi finanziari che ha (e il grave infortunio dell’essenziale Gavi). L’unico campione uscente ancora in sella è il Psg, che in Francia domina per inerzia ma che ha comunque impiegato 12 giornate per scavalcare il Nizza e in Champions rischia una clamorosa eliminazione precoce: non è una squadra in salute, ma chi lo è veramente?

L’ennesima umiliazione del Manchester United

Dal momento che l’Inter nel Gruppo D è formalmente seconda, non c’è una sola squadra in grado di comandare sia il proprio girone di Champions sia il torneo domestico (Liverpool e Leverkusen lo stanno facendo in Europa League), come se alla fatica insostenibile di difendere un titolo si stesse aggiungendo l’impossibilità di essere competitivi al massimo in due competizioni diverse. Tra tutte, sono proprio Real e Inter le grandi più serene e continue. Ancelotti, inoltre, ha il merito di andare oltre gli infortuni (Courtois, Kepa, Vinicius, Tchouaméni, Camavinga, Militão) che lo stanno tormentando. Poi c’è il franamento di alcune grandi decisive, come il Lione ultimo in classifica (ma ieri ha finalmente vinto), il Manchester United più di tutte: lo 0-3 di sabato con il Bournemouth è l’ennesima umiliazione cui i Red Devils (pure loro a rischio di cacciata dalla Champions) si sono sottoposti da quando Ferguson è andato in pensione lasciandoli in balia di loro stessi.

Harry Kane durante Eintracht-Bayern

Harry Kane durante Eintracht-Bayern

 (reuters)

Dal Lione al Chelsea, anche guai societari

In molti casi il tratto comune è la confusione dei vertici societari, situazione che vale senz’altro nella Manchester rossa, a Lione da quando Aulas ha venduto, al Chelsea, a Barcellona, per certi versi a Parigi e anche nel recente Bayern, che nelle ultime stagioni ha combinato diversi pasticci. Per vincere sempre e dappertutto servono macchine perfette, ma chi lo è?



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