«Non si può più scrivere niente»- Corriere.it

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Il giornalista incriminato per istigazione all’odio razziale: «Io come Vannacci? Ho letto il suo libro, tutte cose ovvie». E ricorda la sua infanzia al Sud: «In Molise passavo l’estate e oggi ho ricomprato le campane del paese»

«Tra Nord e sud un abisso. Milano grande, Roma grande immondezzaio di Italia». «Al Sud sono contro le autonomie perché vogliono vivere sulle spalle degli altri». «I meridionali? In molti casi sono inferiori». Sono solo alcune delle frasi per cui Vittorio Feltri
sarà processato per istigazione all’odio razziale, dopo la denuncia presentata dall’ex senatore Saverio De Bonis, poi espulso dal M5S.
Direttore, le viene contestata la medesima accusa rivolta al generale Roberto Vannacci. Ergo: si sente un po’ «Vannacci»?

«È segno che siamo un po’ parenti (ride, ndr). Il generale ha scritto un libro, Il mondo al contrario, e ha fatto bene a scriverlo. È stato bravo e il successo di pubblico che sta ottenendo è consequenziale. Io quel libro l’ho letto, uno dei pochi che lo ha fatto davvero, non c’è scritto un c… di strano, tutte cose ovvie. Ma io non ho mai affrontato questi temi come ha fatto Vannacci».
Perché ha scelto il rito abbreviato?

«Eh, abbreviato un par di zeri: sono più di 7 anni che questa farsa va avanti… Il mio avvocato ha suggerito di fare questa scelta. Ma tanto sarò assolto, l’ennesima perdita di tempo per una giustizia ingolfata».
E cosa pensa?

«Che non si può più scrivere o dire niente. Ora…


Author: Claudio Bozza
Data : 2024-03-01 12:33:20
Dominio: www.corriere.it
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