Nucleare, 10 paesi che tornano a investire | Wired Italia

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L’energia nucleare sta guadagnando terreno: mentre si intensifica la spinta verso un mondo più green, sempre più paesi ritengono che il percorso verso le emissioni zero sarà più veloce e più facile con l’ausilio del nucleare. Numerosi governi in tutto il mondo stanno adottando politiche a sostegno del nucleare e i piani per la costruzione di grandi centrali stanno prendendo piede in moltissime regioni. Decine di progetti sono in fase di sviluppo, sostenuti da finanziamenti pubblici e privati.

Il centro di gravità dell’energia nucleare si sta però spostando dal Nord America e dall’Europa alla Cina e ad altre zone del mondo. Svariati sono i paesi che stanno costruendo per la prima volta centrali nucleari, tra cui Emirati arabi uniti, Turchia, Bangladesh ed Egitto, e che contribuiranno alla nuova tendenza. E anche altri governi stanno lavorando per entrare a far parte del club.

I progetti:

  1. Emirati arabi uniti
  2. Arabia saudita
  3. Cina
  4. Bangladesh
  5. Turchia
  6. Egitto
  7. India
  8. Spagna
  9. Stati Uniti
  10. Polonia
In primo piano, l'ad Francesco Sciortino. Dietro di lui, con la giacca, il direttore operativo Lucio Milanese

È Proxima Fusion, spin out del Max Planck tedesco: con due italiani tra i cofondatori e un altro nel team di startup punta a realizzare una centrale a fusione prima nel suo genere entro il 2030

Emirati arabi uniti

Gli Emirati arabi uniti hanno avviato un programma di energia nucleare in stretta consultazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica e con un enorme sostegno pubblico. Hanno accettato un’offerta di 20 miliardi di dollari da parte di un consorzio sudcoreano per costruire quattro reattori nucleari commerciali. L’unità 1 della prima centrale nucleare del Paese è stata collegata alla rete nell’agosto 2020, seguita dall’unità 2 nel settembre 2021 e dall’unità 3 nell’ottobre 2022.

Arabia saudita

Nel gennaio 2023 il ministro dell’Energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, ha annunciato che, data la recente scoperta di riserve di uranio, il regno intende portare avanti i suoi piani di sviluppo di un’infrastruttura nucleare, con una dimensione sia nazionale che internazionale. Un passo storico, per un paese storicamente legato al petrolio: Riyadh ora starebbe lavorando a una possibile alleanza con gli Stati Uniti per lo sviluppo dell’industria nucleare, un po’ come fatto nel secolo scorso con Saudi Aramco, la compagnia petrolifera saudita.

Cina

L’impulso all’energia nucleare in Cina è sempre più dovuto all’inquinamento atmosferico prodotto dalle centrali a carbone. Pechino è diventata ampiamente autosufficiente nella progettazione e nella costruzione dei reattori, ma sta sfruttando anche la tecnologia occidentale, adattandola e migliorandola. Rispetto al resto del mondo, un punto di forza è la catena di approvvigionamento nucleare. Gli investimenti sono consistenti e la politica cinese è quella di “globalizzare” l’esportazione della tecnologia nucleare, compresi i componenti pesanti della catena di approvvigionamento.

Bangladesh

Il Bangladesh ha avviato la costruzione del suo primo reattore nucleare, Rooppur 1, nel novembre 2017. La messa in funzione dell’unità è prevista per il 2024. La costruzione della seconda unità di Rooppur è iniziata nel luglio 2018. Il Paese ha una domanda di energia elettrica in rapida crescita e punta a ridurre la sua dipendenza dal gas naturale.

Turchia

La Turchia ha pianificato la produzione di energia nucleare fin dal 1970. Oggi i piani per il nucleare sono un aspetto fondamentale per la crescita economica del paese. I recenti sviluppi hanno visto la Russia assumere un ruolo di primo piano nell’offrire il finanziamento e la costruzione di strutture. La realizzazione del primo reattore nucleare del Paese, il primo di quattro ad Akkuyu, è iniziata nell’aprile 2018. Un consorzio franco-giapponese avrebbe dovuto costruire il secondo impianto nucleare a Sinop, ma ora Ankara tratta con la russa Rosatom. La Cina è in lizza per costruire il terzo impianto, con tecnologia di derivazione statunitense. È previsto un piccolo progetto di estrazione dell’uranio.

Egitto

L’Egitto ha preso in considerazione l’idea di dotarsi di energia nucleare fin dagli anni Sessanta. Adesso sta lavorando alla costruzione di una centrale nucleare composta da quattro grandi reattori russi con una notevole capacità di desalinizzazione.

India

L’India ha un programma di energia nucleare in gran parte interno. Il governo indiano è impegnato a far crescere la propria capacità nucleare come parte del suo massiccio programma di sviluppo delle infrastrutture. L’esecutivo ha fissato obiettivi ambiziosi per il futuro. Poiché l’India non rientra nel Trattato di non proliferazione nucleare a causa del suo programma di armamento, per trentaquattro anni è stata ampiamente esclusa dal commercio di impianti e materiali, il che ha ostacolato lo sviluppo dell’energia nucleare civile fino al 2009.

Spagna

L’energia nucleare rappresenta attualmente un asset considerevole per la Spagna. Il Paese ha una capacità installata superiore ai 7 GW, generata da sette reattori. Le centrali nucleari sono attualmente essenziali per il fabbisogno energetico del Paese e i ministri hanno quindi eliminato i limiti alla loro durata di vita operativa. Nel 2020 e 2021, sei dei sette reattori del Paese hanno rinnovato le loro licenze.

Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono il maggiore produttore mondiale di energia nucleare, rappresentando oltre il 30% della produzione mondiale. Dopo un periodo di trent’anni in cui l’industria sembrava in calo, si prevede che presto entreranno in funzione nuove unità.

Polonia

La Polonia prevede di usare l’energia nucleare a partire dal 2033, come parte di un portafoglio energetico diversificato, allontanandosi dalla forte dipendenza dal carbone. Varsavia in precedenza aveva preso in considerazione una partecipazione nella centrale nucleare di Visaginas in Lituania, ma ora ha altri progetti. Il piano energetico del paese prevede che la costruzione dell’impianto inizi nei prossimi anni, con la messa in funzione della prima unità nel 2032 o 2033. Le unità successive entreranno in funzione dopo tale data, per arrivare a tutte e sei le unità entro il 2040.



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di Francesco Del Vecchio www.wired.it 2023-07-15 15:00:00 ,

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