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È arrivato il primo ostacolo a frenare la distribuzione gratuita della pillola anticoncezionale a tutte le donne. Il consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) guidato da Giorgio Palù, figurata considerata vicino alla Lega, si è messo di traverso nella decisione delle due commissioni tecniche che avevano già dato il via libera alla distribuzione ad aprile 2023. Un altro freno al diritto di tutte le donne ad accedere all’interruzione di gravidanza. Una battaglia che la maggioranza di destra combatte sia a livello propagandistico che istituzionale, con quattro proposte di legge contro l’aborto presentate in pochi mesi e rifiutandosi di partecipare all’intergruppo parlamentare in materia di Salute riproduttiva e interruzione volontaria di gravidanza.

La situazione:

  1. Come è composto il consiglio di amministrazione Aifa
  2. Le opposizioni del consiglio di amministrazione

Come è composto il consiglio di amministrazione Aifa

Nel cda di Aifa tre seggi su cinque sono occupati da persone vicine alla Lega, o proprio della Lega, e all’ex Democrazia cristiana. Si tratta del presidente Giorgio Palù, ritenuto vicino alla Lega e che recentemente si è espresso su Libero contro l’etichettatura sanitaria del vino in Irlanda, Davide Carlo Caparini, storico volto della Lega e consigliere regionale in Lombardia per il partito di Matteo Salvini, e Tiziano Carradori, direttore generale dell’Ausl Romagna e vicino Gianfranco Spadoni, prima esponente ravennate della Democrazia cristiana e oggi nell’Unione dei democratici cristiani di centro. Gli altri due componenti, Renato Bernardini e Massimiliano Abbruzzese, sono stati invece nominati nel 2019 dall’allora ministra della Salute, Giulia Grillo, in quota Movimento 5 stelle e sostenitrice del diritto all’aborto.

Le opposizioni del consiglio di amministrazione

Secondo il cda di Aifa, le commissioni tecnico scientifiche che hanno dato il via libera alla gratuità della pillola anticoncezionale non avrebbero “ancora elaborato precise indicazioni sulle fasce di età a cui concedere gratuitamente la pillola anticoncezionale, sulle modalità di distribuzione e sui costi per il Sistema sanitario nazionale nei vari scenari di adozione della rimborsabilità”.

Come avevamo già raccontato ad aprile, le commissioni avevano dato il via libera alla distribuzione gratuita della pillola anticoncezionale per tutte le donne, senza limiti di età, stimando un peso economico di 140 milioni di euro l’anno. Una cifra che il Sistema sanitario nazionale è totalmente in grado di coprire e che previene discriminazioni nella fornitura del farmaco.



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di Kevin Carboni www.wired.it 2023-05-25 09:59:44 ,

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