Perché il cinema è tornato sui formati lunghi? Da Oppenheimer a Killers of the flower moon

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Perché il cinema è tornato sui formati lunghi? Da Oppenheimer a Killers of the flower moon

I film stanno diventando troppo lunghi. È davvero così?

L’uscita recente del nuovo film di Martin Scorsese, Killers of the flower moon, che dura 3 ore e 26 minuti, ha riacceso un dibattito che va avanti da tempo sulla durata crescente dei film al cinema.

Nelle scorse settimane, lo stesso Scorsese è intervenuto in difesa della durata del suo ultimo film: “Si tratta di un film che dovrebbe essere visto sul grande schermo. Stiamo cercando di fare un blockbuster? No, stiamo facendo un film, che dovrebbe essere visto sul grande schermo. Potrebbe essere visto su uno schermo più piccolo, ma per immergersi veramente in questo film dovresti prenderti il tempo necessario […] Bisogna dimostrare un po’ di rispetto anche al cinema”.

Perché il cinema è tornato sui formati lunghi? Da Oppenheimer a Killers of the flower moon

I film sono lunghi: si tratta di una constatazione oggettiva, non soltanto di un’osservazione comune tra gli spettatori, i quali si stanno lentamente riavvicinando alle sale cinematografiche. Basti guardare ai diversi titoli usciti quest’anno: tre ore e dodici per Avatar – La via dell’acqua di Cameron, tre ore di Oppenheimer di Nolan e tre ore e nove di Babylon di Chazelle.

Quella che prima era considerata un’eccezione riservata a colossi come Via col vento o Titanic oggi diventa sempre di più la norma.

Per comprendere se effettivamente si è dilatata la durata dei film, The Economist ha analizzato oltre 100.000 lungometraggi distribuiti a livello internazionale a partire dagli anni ’30, utilizzando i dati del database di Imdb. La durata media delle produzioni è aumentata di circa il 24%: da un’ora e venti minuti negli anni ’30 a un’ora e cinquanta minuti nel 2022.

Per i dieci titoli più popolari la durata media è stata di circa due ore e mezza nel 2022, quasi il 50% in più rispetto all’inizio dell’età d’oro di Hollywood.

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Grafico di The Economist

I motivi plausibili di questa scelta

I cineasti hanno iniziato a realizzare film di lunga durata all’inizio degli anni ’60, periodo in cui il cinema era in piena espansione e gli autori volevano distinguere la loro arte dalla tv. I colossal hanno dato lustro al grande schermo, tra questi ricordiamo Lawrence d’Arabia, che ha superato le tre ore e mezza di proiezione, e Cleopatra, che originariamente oltrepassava le quattro ore.

La durata dei blockbuster ha avuto alti e bassi nei decenni successivi, ma sono aumentati a dismisura dal 2018.

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Attualmente gli studi cinematografici tentano di sfruttare al massimo la loro proprietà intellettuale, ma sono in competizione con le piattaforme streaming per attirare l’attenzione del pubblico. L’intento è quello di creare un film-evento che avvicini le persone al cinema, allontanandole dal piccolo schermo. Anche se un’aspetto negativo dei film lunghi riguarda l’impossibilità di proiettare due volte la pellicola in una sera, il che danneggia la vendita dei biglietti e i profitti.

Le grandi produzioni stanno rendendo la visione di un film al cinema un’esperienza unica, non riproducibile a casa.

Un’altra spiegazione ha a che fare con il crescente peso di alcuni autori, nessuno oserebbe dire a registi come Nolan di tagliare i suoi capolavori. Da questo punto di vista le piattaforme di streaming non devono preoccuparsi della sinteticità dei film, perché gli spettatori possono fare una pausa quando vogliono, e quindi attirano grandi nomi con promesse di libertà creativa.

Alcuni registi, come Alexander Payne, sostengono che un film debba essere “il più breve possibile” perché il lavoro del cinema è un lavoro di sintesi di tutte le energie spese durante la lavorazione.

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Ma qual è la durata ideale di un film?

Un sondaggio di The Journal ha analizzato un campione di poco più di 10.000 intervistati e il risultato è stato molto soggettivo:

  • per il 34,3% è preferibile una durata massima di due ore;
  • per il 27,8% una mezz’ora in più è un compromesso ancora accettabile;
  • il 12,4% sono le persone disposte a rimanere sedute su una poltrona all’interno di sala per tre o quattro ore;
  • per la restante parte di pubblico, i film al cinema non dovrebbero mai superare l’ora e quaranta minuti.
Perché il cinema è tornato sui formati lunghi? Da Oppenheimer a Killers of the flower moon

Considerati i successi al box office dei titoli citati all’inizio, le persone sono disposte a passare anche più di tre ore in sala. Oppenheimer si è avvicinato al miliardo, diventando il biopic più visto di sempre sul grande schermo, oltre che il maggior incasso per una pellicola ambientata nella seconda guerra mondiale.

Talvolta, l’eccessiva durata di un film serve a dare valore ad un’esperienza cinematografica. È importante mantenere quel rispetto di cui parlava Scorsese, sia per apprezzare il lavoro del cast artistico e tecnico, sia sul piano personale. Può essere un momento per staccare dalla frenetica vita di tutti i giorni, ma anche dall’abitudine alla visione casalinga, in cui inevitabilmente ci si distrae maggiormente.

Immergersi nel buio di una sala, condividendo emozioni con degli sconosciuti, rende più magico il piacere di farsi raccontare una storia.

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di Veronica Cirigliano
www.2duerighe.com
2023-10-27 10:29:38 ,

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