Perché nessuno ci ha avvisato?

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Le notizie sul maltempo nelle Marche

L’appello di Andrea Chiappetta, nipote di Nando Olivi, tra i morti dell’alluvione nelle Marche, a Fanpage.it: “Chi ha sbagliato si dimetta, nessuno ci ha avvertito quella sera. Ci siamo sentiti abbandonati e mio nonno è deceduto sommerso dall’acqua”.

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“Mio nonno era una persona presente, sempre disponibile e al servizio degli altri. Quella notte nessuno ci ha avvisato. È stato sommerso l’acqua, che invaso la sua abitazione”.

A parlare è Andrea Chiappetti, 32enne di Pianello di Ostra, uno dei comuni delle Marche più colpiti dall’alluvione della scorsa settimana.

Tra i morti del nubifragio c’è anche suo nonno, Fernando Olivi, 80 anni. Quando si è accorto che c’era qualcosa che non andava, Andrea ha chiamato i soccorsi e chiesto aiuto anche sui social con un appello disperato, ma tutto è risultato inutile.

“Nessuno ci ha avvertito, il dato di base purtroppo è questo – ha detto Andrea a Fanpage.it -. Non c’è stato nessuno, tra comune, ispettori, Regione e Protezione civile, che ci abbia allertato, nemmeno un suono che ci avvertisse dell’emergenza per salire ai piani alti. Il tempo ce l’hanno avuto perché l’acqua qui viene dal monte e via via si sposta verso il mare. Noi siamo a Pianella di Ostra, quasi a metà strada, a circa 10 chilometri da Senigallia. Se si considera che la base del Misa sta verso Arcevia, il tempo l’hanno avuto, ma non c’è stato niente di tutto ciò”.

Andrea ha continuato dicendo di essersi sentito abbandonato. “Non sapevamo nemmeno dove andare. Abbiamo agito d’istinto. Quel giorno l’istinto mi ha portato a pensare subito a mio nonno, che abitava al piano terra. È stato sommerso dall’acqua, che ha superato il soffitto di abitazione sua. Spero che qualcuno smentisca le parole dei politici. Non è vero che era un evento imprevedibile collegato ai cambiamenti climatici. Per me è negligenza e incuria, in primis, da parte del Comune. Tutto ciò deve portare alle dimissioni dei responsbaili, facendo mea culpa”.

Andrea ha provato ad aiutare Nando quella notte, ma non ci è riuscito: “Non avevo il casco – ha continuato -, non c’era la luce e con il rumore assordante dell’acqua ho fatto dietrofront sperando che qualcuno venisse ad aiutarci. Mi sono appellato anche ai social, oltre a chiamare le forze dell’ordine. Spero che si faccia luce su quello che è successo, perché l’allerta non è stata data, mi si chiude il cuore”.

Al 32enne non è stato neanche permesso di leggere una lettera dedicata al nonno durante il funerale. “Avevo scritto che mio nonno è sempre stato una persona presente, disponibile verso gli altri. È stato tra i fondatori di una associazione di volontariato, la Croce Verde, che aiuta la Croce Rossa, sempre senza pretendere nulla. Durante la sua vita ha lavorato tanto, poi ha sentito il bisogno di aiutare gli altri. È andato anche in Bosnia durante la guerra come volontario. Qui in zona lo conoscevano tutti”, ha concluso.





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di Ida Artiaco
www.fanpage.it
2022-09-26 14:45:35 ,

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