Premierato, i poteri «ingessati» e il premier bis: gli strani squilibri- Corriere.it

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di Antonio Polito

Non si danno al premier i poteri che ha in tutti i sistemi a governo «forte», anche senza essere eletto dal popolo

Pensavamo fosse la Terza Repubblica e invece era un calesse. Si potrebbe parafrasare Massimo Troisi per dire che cosa è accaduto alla riforma Meloni della Costituzione. Ideata per dare più poteri all’esecutivo e più durata alle legislature, aspirazioni giuste e sulle quali la politica italiana si interroga sterilmente da decenni, il risultato sembra invece a molti una ricetta per maggiore confusione e caos. In materia di Costituzione il pessimismo è d’obbligo, vale la legge di Murphy: se una cosa può andar male (perché è concepita e scritta male), prima o poi di sicuro andrà male. Quando si tocca un equilibrio costituzionale bisogna costruirne un altro, e questo non sembra riuscito alla proposta di legge approvata dal Consiglio dei ministri. Vediamo quali sono le principali critiche e obiezioni mosse al progetto.

L’equilibrio dei poteri

Avere un premier eletto direttamente dal popolo pur conservando un capo dello Stato dotato dei poteri di gestione delle crisi è pressoché impossibile. E infatti nessuno al mondo c’è riuscito, e quasi nessuno ci ha nemmeno provato. Se dai troppi poteri al premier, trasformi il presidente della Repubblica in un soprammobile. Se lasci quei poteri al capo dello Stato ma gli togli quello più grande, e cioè la fonte di legittimazione, perché il premier è eletto dal popolo e lui no,…


Author: Antonio Polito
Data : 2023-11-04 20:13:34
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