Stellantis, problemi delle auto che vuole risolvere negli Stati Uniti

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Stiamo anche valutando tipi di leghe diverse. La fibra di carbonio è più leggera dell’alluminio e molto più leggera dell’acciaio. Il problema di questi nuovi materiali è che oggi non sono molto utilizzati nella produzione e realizzarli è piuttosto costoso. Stiamo cercando di collaborare con persone in grado di produrre questi materiali su scala massiccia, in modo da abbassare il prezzo.

Ci sono anche materiali molto interessanti che oggi sono oggetto di studi accademici. Le plastiche rinforzate con fibre di carbonio sono molto facili da modellare, molto economiche e molto leggere. Stiamo collaborando con diversi laboratori per identificare i materiali e analizzare l’intero ciclo di vita. Per quanto riguarda le batterie, la chimica utilizzata oggi cambierà. Stiamo facendo molta ricerca e investendo nelle batterie agli ioni di sodio, per esempio. Saranno molto più leggere. C’è un grandissimo impegno in questo momento, e sono fiducioso che si riuscirà a trovare materiali migliori e più leggeri.

Alcuni ricercatori hanno affermato che le case automobilistiche dovrebbero spingere i clienti a capire che non hanno bisogno di un veicolo elettrico a lunga autonomia con una grande batteria per soddisfare le loro esigenze quotidiane. Pensa che i clienti cambieranno il loro modo di pensare all’autonomia delle batterie?

Credo molto nella libertà dei clienti di scegliere ciò che è meglio per loro. Avere questa possibilità di scelta è di fondamentale importanza. Da questo punto di vista, Stellantis è in ottima posizione. Abbiamo un’ampia gamma di veicoli. Abbiamo l’Ami e la Topolino. Abbiamo la Jeep Wagoneer, su cui dobbiamo lavorare per metterla un po’ a dieta [La Jeep Wagoneer del 2024, alimentata a benzina, pesa oltre 2700 chilogrammi, a seconda delle specifiche; una versione elettrica, la Wagoneer S, sarà disponibile nel 2024, nda]. Non direi che spingeremo i clienti. Per alcuni di loro l’autonomia sarà sempre importante. Ma avremo la possibilità di scegliere, e alla fine i clienti saranno informati e decideranno che direzione prendere.

Abbiamo parlato della necessità di garantire la sicurezza delle auto per guidatori e passeggeri, ma cosa mi dice dei pedoni? Chi si occupa di questo tema teme che i veicoli di grandi dimensioni causino danni sproporzionati alle persone al di fuori delle auto. Negli Stati Uniti le autorità di regolamentazione hanno proposto nuove regole che spingerebbero le case automobilistiche a rispettare lo stesso tipo di standard di sicurezza per i pedoni già in vigore in Europa.

Ci saranno molti progressi nelle funzioni avanzate di assistenza alla guida, abilitate da sensori e telecamere. La maggior parte dei nostri veicoli è ormai molto, molto intelligente. Se si cerca di frenare e il sistema rileva che si sta per urtare qualcosa, aumenta la pressione sul sistema frenante per rallentare e fermare il veicolo. Credo che i maggiori progressi nella sicurezza dei pedoni verranno da questo tipo di sicurezza attiva.

Dobbiamo essere molto intelligenti nell’implementare la sicurezza attiva per le collisioni tra veicoli. L’industria e i governi dei vari paesi stanno perdendo un’occasione per quanto riguarda la comunicazione veicolo-veicolo e veicolo-infrastruttura. Personalmente, è una cosa molto dolorosa. La sicurezza attiva è un’area in cui l’intero settore dovrebbe convergere per far sì che le autorità di regolamentazione rendano molto semplice per i produttori far comunicare le auto, per capire meglio il traffico. Al momento facciamo molti esperimenti con la comunicazione tra veicoli, ma per renderla utile è necessario che ci siano più auto in circolazione con questa tecnologia.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.



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di Aarian Marshall www.wired.it 2023-12-29 05:50:00 ,

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