Summit Biden-Zelensky: urgenti nuovi aiuti americani all’Ucraina

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Missione difficile se non impossibile per Joe Biden e Volodymyr Zelensky: convincere il Congresso americano, in particolare l’opposizione repubblicana, a stanziare nuovi fondi per l’Ucraina e la guerra contro l’invasione russa. Il partito conservatore ha deciso di fare muro contro muro sui nuovi aiuti proposti dall’amministrazione, mostrando scetticismo sulla loro efficacia e importanza e chiedendo in cambio a Biden drastiche concessioni di politica interna, giri di vite sull’immigrazione. Biden, per tutta risposta, ha invitato e vedrà oggi il leader ucraino alla Casa Bianca, il quale si recherà poi ad incontri con un gruppo bipartisan di senatori e con lo Speaker repubblicano della Camera Mike Johnson. L’obiettivo immediato della terza visita di Zelensky nella capitale statunitense dall’inizio del conflitto: superare la gelata su fondi considerati cruciali.

60 miliardi

Il pacchetto di aiuti internazionali in gioco è di circa 110 miliardi di dollari e contiene 60 miliardi per Kiev, accanto a finanziamenti per Israele e la sua offensiva contro Hamas e a milioni di dollari anche per la sicurezza del confine meridionale americano, che però non bastano ai conservatori. La minoranza repubblicana ha bloccato il piano al Senato, dove per fare avanzare le leggi serve una maggioranza qualificata di 60 voti su cento. Alla Camera, dove i repubblicani hanno la maggioranza, le resistenze sono semmai maggiori. E a nulla sono finora valsi ripetuti round negoziali.

Sostegno vitale

«Discuteranno delle urgenti necessità dell’Ucraina e della vitale importanza del continuo supporto da parte degli Stati Uniti in questo momento critico», ha anticipato la portavoce della Casa Bianca Karin Jean-Pierre. Biden ha parlato di una riaffermazione dell’«impegno irrrinunciabile a sostenere il popolo ucraino nella sua difesa contro la brutale invasione della Russia». Zelensky da parte sua ha fatto sapere che gli incontri saranno focalizzati su nuova «cooperazione e coordinamento tra Usa e Ucraina», compresi progetti di produzione congiunta di armi e sistemi di difesa anti-aerea. Il meeting è previsto oggi alle 14,15 ora locale seguito da una conferenza stampa congiunta alle 16,15.

Guerra in stallo

La guerra appare in una fase di stallo, con la controffensiva ucraina incapace di significativi successi e le forze di Mosca che hanno ritrovato stabilità. Vladimir Putin è reduce da un decreto per aumentare del 15% le truppe russe al fine di sostenere dell’invasione, pari ad arruolare 170.000 nuovi soldati nell’esercito. Biden ha ripetutamente ammonito che i fondi ad oggi stanziati per armare Kiev sono agli sgoccioli, destinati nei fatti a esaurirsi a fine anno, e che nelle attuali circostanze questo rischia di avvantaggiare il Cremlino. Kiev «non può aspettare», ha detto in un duro messaggio televisivo nei giorni scorsi nel quale ha definito «scioccante» l’atteggiamento dei repubblicani.

Misure d’emergenza

L’amministrazione ha fatto nel frattempo scattare una misura d’emergenza da 175 milioni per rifornire Kiev di razzi, proiettili d’artiglieria, missili e munizioni. Ha anche usato un separato provvedimento straordinario per inviare munizioni per carri armati a Israele ovviando alla necessità di approvazione parlamentare. Ma per Biden la politica estera rischia di trasformarsi in un altro tallone d’Achille a fianco dell’economia nella campagna per la rielezione a Presidente, se non riuscirà a sbloccare gli aiuti e convincere il Paese dell’importanza di battere Putin per difendere gli interessi nazionali americani e la leadership Usa nel mondo.



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