Torre del Greco, le «colombe» di Palomba e la corte-flop a Stilo & company. La maggioranza resta in bilico – Metropolisweb

0


Torre del Greco. Il piano era già riuscito a gennaio del 2021, all’epoca dello strappo con i sette dissidenti della maggioranza. Stavolta, invece, le «colombe» inviate dal sindaco Giovanni Palomba per sondare la disponibilità dei rappresentanti di opposizione a saltare sulla sgangherata carovana del buongoverno per «puntellare» i numeri in consiglio comunale sono rientrate a palazzo Baronale a mani vuote. Perché il gruppo dell’ex vicesindaco Romina Stilo ha declinato – differentemente dai vari Luigi Mele e Alessandra Tabernacolo, con cui era stata adottata la stessa strategia – l’invito a incontrare Antonio D’Ambrosio, il fedelissimo della prima ora individuato come intermediario della trattativa.

L’imbarazzo del sindaco

La scelta di passare attraverso un «mediatore» per provare a sistemare i numeri della maggioranza era stata dettata dalla volontà di Giovanni Palomba di non esporsi in prima linea. Perché incontrare il gruppo di Romina Stilo avrebbe significato per il mobiliere di via monsignor Felice Romano sedere allo stesso tavolo con Dario Colombo – commissario cittadino di Forza Italia, promotore del tavolo del centrodestra già proiettato alle prossime elezioni – e l’ex assessore alle politiche sociali Donato Capone, bollato in passato da Giovanni Palomba come il «parcheggiatore» di palazzo La Salle per la costante presenza davanti alla sede operativa del Comune una volta perso l’incarico in giunta. Insomma, trattare direttamente con il «parcheggiatore» per salvare la propria poltrona sarebbe stato imbarazzante perfino per lo storico esponente della Dc all’ombra del Vesuvio. Di qui, la scelta di mandare in «avanscoperta» l’erede di Tommaso D’Ambrosio per valutare la possibilità di aprire un «dialogo».

Niente mediatori

Scoperta la «strategia» di Giovanni Palomba & company – lo stesso Antonio D’Ambrosio era stato «delegato» a trattare il rientro alla base di Salvatore Gargiulo, Simone Gramegna e Ciro Piccirillo – il gruppo di Romina Stilo si è tirato fuori dai giochi: «Un sindaco si ascolta sempre, fosse solo per cortesia istituzionale – le motivazioni del no all’incontro – Ma non siamo disponibili a giochetti e sotterfugi». La maggioranza, dunque, resta ferma a 13 voti. Al momento, sufficienti per andare avanti.

@riproduzione riservata




LEGGI TUTTO
di Alberto Dortucci
www.metropolisweb.it
2022-01-29 08:41:19 ,

Leave A Reply